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Recensione su Tra le nuvole

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25 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho capito dopo un sacco che il regista era lo stesso dell’idolatrato (da voi:P) Juno. C’è Clooney che recita l’archetipo dell’animale sociale liquido del buon Zygmunt, che tra l’altro finalmente nei giornali è un po’ meno di modo e viene meno citato (no, mi sa che son io che leggo meno giornali), e vive per aria andando a licenziare la gente all over the US. Perché c’è la ccccccccrisi, c’è il messaggio sociale con un manipolo di licenziati veri buttati nel film a recitare insieme ai licenziati attori, c’è George che si redime e si zerbina, ma tantissimissimo, tanto da prenderla (non immeritatamente) nello stoppino. Così impara. Come licenziare nel modo più indolore, quante tessere da supertraveller avere, a quali valori credere ecc. A me non è affatto dispiaciuto, e spero non fosse solo per il superculo di tale Vera Farmiga, un nome una rima, che non conosco ma è vecchia quindi qualcosa d’altro ha fatto di sicuro, con quella sua faccia da gnocca malata.
Ci ho visto qualche sostanza, e malinconica, sotto la sfoglia di una buona commedia.
Poi certo, se la telecamera non fosse stata Clooneyfila, e non lo avesse leccato e inquadrato con l’obbiettivo dolce, amore e devozione in continuazione, magari era anche meglio.

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