1995

Underground

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Underground
Underground

1941. Durante il bombardamento aereo di Belgrado, il partigiano Marko inizia la propria ascesa come eroe della resistenza, in coppia con l'amico Blacky. Convince un grande numero di concittadini a rifugiarsi sotto le strade della città, affinché possano lavorare clandestinamente alla produzione di armi. Trascorrono circa vent'anni. Benché la guerra sia finita da un pezzo, Blacky non l'ha mai comunicato ai reclusi nel sottosuolo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Podzemlje
Attori principali: Miki ManojlovićLazar RistovskiMirjana JokovićSlavko ŠtimacErnst StötznerSrđan Todorović, Mirjana Karanović, Milena Pavlović, Danilo 'Bata' Stojković, Borivoje Todorović, Davor Dujmović, Неле Карајлић, Branislav Lečić, Dragan Nikolić, Erol Kadić, Predrag Zagorac, Hark Bohm, Petar Kralj, Branko Cvejić, Josif Tatić, Zdena Hurtocakova, Albena Stavreva, Tanja Kecman, Elizabeta Đorevska, Peter Mountain, Mirsad Tuka, Batica Nikalic, Desa Biogradlija, Zoran Miljković, Rick Dano, Radovan Marković, Ljiljana Jovanović, Anja Popović
Regia: Emir Kusturica
Sceneggiatura/Autore: Emir Kusturica, Dušan Kovačević, Emir Kusturica
Colonna sonora: Goran Bregović
Fotografia: Vilko Filac
Produttore: Pierre Spengler, Alain Depardieu, Milorad Vucelic
Produzione: Germania, Francia, Ungheria, Serbia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 170 minuti

Meraviglia! / 9 Maggio 2013 in Underground

Il film ripercorre la storia della Jugoslavia, dalla seconda guerra mondiale ai conflitti degli anni ’90.
Lo fa attraverso le vicende di due amici: Petar il Nero (che rappresenta il classico macho serbo)
e Marko, burocrate pragmatico del regime di Tito.
Le vicende narrate sono solo una metafora di avvenimenti di portata più ampia (storica).
Le scenografie sono uno spettacolo a sè.
La colonna sonora è una delle più belle mai sentite.
Tutto è barocco e opulento, ma nello stesso tempo avverti che niente in questo film
è fuori posto o di troppo.
Si ha una prima impressione di caos, ma credo sia sbagliata.
E’ un film d’autore accessibile a tutti.
Privo di pretenziosità, autoreferenzialità ed eccessi.
C’è il dramma e c’è la nota allegra.
E’ praticamente perfetto.

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28 Giugno 2011 in Underground

Di una poesia sconvolgente.

Però, ho compreso tutto il lirismo della storia, solo durante la terza parte: è stato come prendere uno schiaffo in piena faccia. Forse, anche per questo, mentre Ivan parlava di tetti e comignoli su cui le cicogne avrebbero fatto il nido, mi sono ritrovata con gli occhi lucidi ed un nodo inestricabile in gola.
E’ stato allora che tutta la storia, così atipica ed onirica, ha preso, per me, un’univoca, cristallina direzione.

Mentre la Seconda Guerra Mondiale è mitigata dalla surrealtà e si dipana tra assurda realtà e credibile finzione (quella di Marko e quella cinematografica), la guerra civile in Jugoslavia rappresentata da Kusturica ammorba l’anima e fa male.
Il dolore di un popolo racchiuso in un unico set, in cui si aggira un cavallo bianco che ricorda gli incubi di Füssli, dove una chiesetta ricoperta di lamiere e copertoni accoglie una piccola, grande tragedia non solo popolare, un cortile ingombro di rifiuti, una croce crivellata da proiettili e granate, un Cristo rovesciato: una minuscola apologia della miseria umana e dell’insensatezza del fratricidio.

La scena conclusiva (quanta speranza, nella disperazione!) mi ha commossa per il tono fiabesco, rincuorante, accomodante, ma non patetico.

Kusturica cita con sentimento: nelle scene subacquee, il mentore è L’atalante di Vigo, altrove penso che sia stato Fellini ad ispirare alcune trovate, alla base di tutto -poi- sta uno spirito circense proprio dell’Est europeo.

Nota: quando anche il Nero s’immerge nell’acqua del pozzo e, ringiovanito, incontra le persone care, ho creduto per un attimo che il film sarebbe ripreso dalla scena iniziale. Non so se anche in quel caso mi si sarebbero inumiditi gli occhi.

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