?>Recensione | Under the Skin | L’ignoto sotto la pelle

Recensione su Under the Skin

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L’ignoto sotto la pelle / 8 luglio 2014 in Under the Skin

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Under The Skin è una pellicola difficile da catalogare con leggerezza nel filone dei film fantascientifici. Glazer si cimenta nel dare originalità alla sua pellicola trattando l’analisi di una figura aliena sotto un aspetto più riflessivo. La creatura di Glazer, dapprima mossa da intenzioni ostili nei confronti degli esseri umani, subisce una lenta e graduale mutazione a livello emotivo, generata da un forte quanto imprevisto desiderio di sperimentare su sé stessa l’esercizio della condizione umana. Il miglior modo per constatare forse, cosa c’è davvero “sotto la pelle”.
E’ probabilmente la regia di Glazer a stupire. Le sue inquadrature sono statiche e hanno un tempo fortemente dilatato. Le composizioni sonore di Mica Levi contribuiscono a creare uno stato di forte ansia nei confronti dello spettatore, oltre a costituire l’unica vera comunicazione sonora del film. I dialoghi infatti, seppur presenti, sono ridotti all’essenziale, lasciando lo spazio sul palcoscenico imbastito da Glazer alle immagini. Le sequenze più riuscite del film sono probabilmente quelle in cui l’aliena “adesca” le sue vittime, ma va citato doverosamente anche il prologo della creazione, dotato di grande impatto e bellezza.
Under The Skin può definirsi un film che intriga, grazie ad un’aura onirica che mescola sapientemente mistero e sensualità. Merito di Glazer sicuramente, ma non va tralasciata la bravura della Johansson, che regala degli sguardi talmente vuoti e gelidi da risultare difficili da scordare.

4 commenti

  1. icarus / 8 luglio 2014

    Uao, Glazer! in lista! Non sembra godere di grande considerazione qui, ricordato per lo più per l’odiatissimo Birth – io sono sean che per quel che mi sovviene non mi dispiacque troppo. Ciò che ricordo bene invece è un esordio pulp proprio niente male… davvero nieeeente male! Con un Ben Kingsley chiaramente determinato a confermarsi un nume del cinema mondiale!
    Ehi, @francesco_macaluso, Glazer sembrerebbe un terreno perfetto per l’applicazione del tuo approccio metodico non credi? 😉 per di più non ti nego che non mi dispiacerebbe racimolare qualche altra opinione in merito, poiché Sexy Beast ad oggi con i suoi due soli voti è un film ingiustamente ignorato…

  2. Francesco / 8 luglio 2014

    @icarus Ahah ok…quando avrò tempo tornerò sui lavori di Glazer e gli darò un’occhiata generale 🙂

  3. Stefania / 8 luglio 2014

    Diversi anni fa, sull’onda dell’entusiasmo de Il petalo cremisi… di Michel Faber, avevo recuperato anche il romanzo da cui è stato tratto questo film: lo abbandonai interdetta dopo diversi capitoli. Per cui, attendo con diffidenza l’uscita in sala di questo titolo, soprattutto dopo averne visto il trailer in sala, qualche settimana fa: molto evocativo, misterioso, comunque molto diverso da quello che, fino al momento in cui ho interrotto la lettura del libro, mi aveva suggerito il testo di Faber.

  4. Francesco / 8 luglio 2014

    @Stefania Non ho letto il libro purtroppo, quindi non posso fare il dovuto confronto. Posso dirti comunque che il film è effettivamente quello che hai appena detto: molto evocativo e misterioso. Forse se leggevo prima il libro e poi vedevo la pellicola avrei potuto avere da ridire, ma nella mia “ignoranza” devo ammettere che non mi è dispiaciuto.

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