Recensione su Diamanti grezzi

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Caos primordiale / 3 Febbraio 2020 in Diamanti grezzi

I Fratelli Safdie pigliano il meglio dai film metropolitani di Spike Lee e Scorsese (che è tra i produttori di questo lavoro), li fanno esplodere, li manipolano, li riscrivono e, con enorme padronanza di tecnica e stile (vogliamo parlare del montaggio?), avvalendosi di un protagonista (Adam Sandler) in stato di grazia, confezionano una nuova corsa contro il tempo (dopo Good Time, 2017) di un altro personaggio malato di caos. Perché, come potrebbe Howard Ratner (Sandler) vivere senza tutte le complicazioni che, costantemente, va cercando, tra debitori, amante, gioco d’azzardo e famiglia disgregata? Howard è un povero diavolo che adora inventare sotterfugi, vere e proprie madrigali esistenziali, trucchi complessi e scommesse con la realtà, pur di sentirsi vivo e parte di un sistema fatto di bramosia e futilità.
Il film dei Safdie è un lungometraggio tarantolato, divertente, folle, grottesco, in cui, dopo un attimo di straniamento, si viene inghiottiti senza scampo.

Nota: il cestista Kevin Garnett è stato davvero un campione di basket e le partite da record (e le sonore sconfitte) di cui è protagonista nel film sono andate davvero così. Però, l’elemento dell’opale portafortuna è stato inserito appositamente dai Safdie nella sceneggiatura a uso e consumo del film. Verità e finzione si mescolano, creando una realtà alternativa che, però, continua a soggiacere alle regole imperscrutabili di quell’universo nato proprio dal caos insieme alla “mistica” pietra.

5 commenti

  1. rust cohle / 3 Febbraio 2020

    @stefania tra l’altro non so se sai che il film è entrato nella Top 10 delle pellicole con più parolacce di sempre. Ci sono 408 espressioni volgari in 135 minuti di film con una media di 3 parolacce al minuto.

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