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Unbreakable - Il predestinato

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Unbreakable - Il predestinato
Unbreakable - Il predestinato

David Dunn, la sua famiglia e i suoi conoscenti sono increduli: delle 132 persone coinvolte in un terribile incidente ferroviario, Dunn è l'unico superstite, rimasto inspiegabilmente illeso. Forse, solo il misterioso Elijah Price, l'esperto di fumetti che l'ha contattato, può aiutarlo a risolvere il mistero della sua invulnerabilità.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Unbreakable
Attori principali: Bruce WillisSamuel L. JacksonRobin WrightDavis DuffieldJohnny Hiram JamisonLaura Regan, Spencer Treat Clark, Charlayne Woodard, Eamonn Walker, Leslie Stefanson, Michaelia Carroll, Whitney Sugarman, Bostin Christopher, John Patrick Amedori, Elizabeth Lawrence, Chance Kelly, Michael Kelly, M. Night Shyamalan, Joey Hazinsky, Dianne Cotten Murphy, Johanna Day, Firdous Bamji, James Handy, Sally Parrish, Richard Council, Damian Young, Sherman Roberts, Sasha Neulinger, Jose L. Rodriguez, Ukee Washington, Susan Wilder, Greg Horos, Todd Berry, Angela Eckert, Anthony Lawton, Julia Yorks, John Rusk, Bill Rowe, Marc H. Glick, Andrea Havens, Kim Simms Thomas, Joey Perillo
Regia: M. Night Shyamalan
Sceneggiatura/Autore: M. Night Shyamalan
Colonna sonora: James Newton Howard
Fotografia: Eduardo Serra
Costumi: Joanna Johnston, Pamela Wise
Produttore: Gary Barber, Roger Birnbaum, Barry Mendel, M. Night Shyamalan, Sam Mercer
Produzione: Usa
Genere: Azione, Fantascienza, Fantasy, Thriller, Supereroi
Durata: 106 minuti

Inconsistente, inverosimile e ripetitivo / 20 Maggio 2019 in Unbreakable - Il predestinato

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un bel mix di inconsistenza, inverosimiglianza e ripetitività a cui solo la prospettiva di un sequel può dare un senso. Il film è incentrato sulla scoperta di un uomo di avere dei poteri e… solo quelli, purtroppo. L’elemento centrale della storia è la spiegazione ricorrente e dispensabile di questi poteri, che caratterizza il film in maniera ripetitiva e, a mio dire, snervante. Mosso dal mero sfizio di trovare il suo opposto, il villain di turno irrompe nella vita dell’eroe, mai resosi conto fino a questo momento di avere una forma fisica indeteriorabile (sul serio?) e delle visioni quando tocca qualcuno che abbia compiuto azioni maligne (sul serio?). Come se fosse un fenomeno di difficile comprensione, la natura dei suddetti poteri viene sottolineata più e più volte lungo tutta la durata della narrazione, non trovando mai un’applicazione concreta e consistente. L’unica parte in cui finalmente le straordinarie abilità vengono messe in pratica è il salvataggio delle vittime e lo scontro con il loro rapitore: un momento di enfasi che si smorza da sé, assolutamente privo di dinamicità. tensione ed emozione.
Tutta l’inconsistenza del film raggiunge l’apice nel finale, che, come tante altre scene, inizia con i migliori propositi, per poi essere concluso alla buona, lasciando tutto a un’insoddisfacente astrattezza. Ne deriva un film definito da un accavallarsi continuo di “voglio (e forse pretendo) ma non posso”. Il risultato di tutto ciò è un andamento molto lento, dato da ripetitività, staticità e carenza di sviluppo, dei personaggi così come della trama. Dulcis in fundo, bisogna dare merito alle fantastiche inquadrature, davvero eccezionali, e all’interpretazione del buon vecchio Samuel L. Jackson, così indubbia da non avere neanche bisogno di essere menzionata. Peccato, però, che non si giunga al bilanciamento di pro e contro.

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Un film supereroistico diverso dagli altri / 2 Aprile 2019 in Unbreakable - Il predestinato

Non sono un grande amante del genere supereroistico. O meglio, non lo sono per quanto riguarda il cinema. Sono quasi tutti film che si assomigliano, una ripetizione di cliché.
Ci sono però, pochi, film del genere che intraprendono strade diverse.
Uno di questi è Unbreakable.
E’ difficile parlarne senza fare spoiler, ma proviamoci. Ecco, in breve, cosa rende questo film diverso dagli altri dello stesso genere: un regista con una propria impronta autoriale (che può piacere o meno, ma che lo distingue dagli altri che si sono cimentati nel genere); una riflessione sul supereroismo, come genere, dentro lo stesso film; una genesi di eroe e villain originalissima, e che di fatto è la sostanza del film stesso; la mancanza di effetti speciali, costumi sgargianti, fantascienza spinta; una trama lenta, in cui di fatto il vero supereroismo, la vera tensione ed azione ed epica, la si ha solo nella mezz’ora finale.
Ecco, parliamone, della mezz’ora finale. Per uso di flashback, drammaticità, regia, emotività, raggiunge uno dei picchi (sempre riferito al genere).
Tutto quello che c’è prima, per quanto possa sembrare lento, serve per arrivare a quella mezz’ora.
Il film è infatti la storia di un uomo con superpoteri che si rende conto dei propri superpoteri, e li “accetta”, compiendo così il proprio scopo. E’ infatti questo il senso ultimo, la ricerca e realizzazione del proprio scopo.
Ora, per quanto il film mi sia piaciuto, credo che abbia dei difetti non da poco. La caratterizzazione dei personaggi, forse poteva essere migliore. Non sono mai riuscito ad empatizzare davvero con i due protagonisti, e del resto la recitazione dei comprimari non aiuta (sicuramente su indicazione del regista). Ci sono scene che probabilmente hanno funzione comica, ma sono buttate lì, come una battuta interrotta a metà. C’è, soprattutto, un potenziale non sfruttato a dovere, perché secondo me il film resta un po’ troppo superficiale.
Tuttavia, è un bel film. Il colpo di scena finale è facilmente intuibile, già nella prima parte, da ogni spettatore smaliziato, soprattutto nell’ambito del genere. Ma è il COME ci si arriva ad essere, a mio parere, molto intrigante.
Nel suo genere, questo film è un qualcosa di notevole.

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Godibilissimo / 29 Marzo 2018 in Unbreakable - Il predestinato

Ho rivisto quasi per caso Unbreakable, rendendomi conto presto che (meno male) non ricordavo praticamente nulla del film. Quindi, sono riuscita a godermelo per bene, apprezzando anche alcuni dettagli che, sicuramente, non avevo notato durante la prima visione di tanti anni fa (es. particolari movimenti di camera, il cameo di Shyamalan, certe inquadrature pensate come il menabò di un fumetto).

Mi ha fatto specie vedere un film sui fumetti supereroistici, in cui si parla non solo di superpoteri, genesi degli eroi e dei villain, ma anche di teorie grafiche e narrative, ben prima del monologo filosofico di Bill su Superman (Kill Bill 2) e decisamente prima dell’ondata di cinecomic e crossover che ci avrebbe sommerso, dagli X-Men di Singer in poi.
All’epoca, la materia era ancora pane per i denti di veri nerd, come lo stesso Shyamalan e il collega Del Toro, che coi fumetti ci sarebbe andato a nozze, poco più tardi, e, infatti, si percepisce una specie di splendida vena pionieristica nel modo in cui il regista affronta il discorso e propone un’analisi della natura dei buoni e dei cattivi tradizionalmente intesi.

Essenziale nei tempi e nei modi, interessante nella messinscena.

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Buono ma non perfetto / 19 Ottobre 2016 in Unbreakable - Il predestinato

M. Night Shyamalan riunisce una delle coppie di protagonisti che a me piacciono di più, partiamo da questo presupposto. Nel film, Bruce Willis viaggia su un treno che ha un gravissimo incidente. 131 morti, lui è l’unico superstite. Non solo, non si è fatto letteralmente nulla. Dei biglietti di una persona misteriosa lo portano a domandarsi se nella vita sia mai stato male o cosa. Sorpreso da quanto appreso, alla fine conosce il misterioso individuo, un collezionista e proprietario di una galleria di fumetti (S.L. Jackson) che gli parla di una strana teoria: essendo lui stesso l’uomo più fragile del mondo, è venuto a sapere, dopo anni di attesa che esiste forse una sua controparte, immune a tutto, in pratica un supereroe. Willis sul primo rigetta le ipotesi di Jackson, ma, guardando ancora meglio nel suo passato e avendo a che fare con alcune straordinarie situazioni, sarà coinvolto in una vicenda del tutto particolare. Che dire, questi erano i bei tempi di Night Shyamalan, quando faceva film decisamente belli. Questo magari non è il suo capolavoro, è un po’ prevedibile a tratti ma è estremamente ben recitato ed ha comunque diversi momenti ricchi di supense e colpi di scena e spunti interessanti. Cosa che purtroppo più avanti sembra quasi non riuscirgli più. Comunque un bel 7 pieno per me se lo merita.

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28 Luglio 2013 in Unbreakable - Il predestinato

Shamalyan con “Il sesto senso” ci aveva fatti tutti gridare al miracolo, abbiamo tutti creduto di aver trovato un nuovo talento visionario e invece si è rivelato soltanto un buon regista con qualche idea buona che ripete ormai come una noiosa cantilena da anni, se “il Sesto senso” era stato sbalorditivo, sconvolgente, per certi aspetti surreale(almeno per me), questo suo secondo film l’ho trovato noioso, ripetitivo e tirato per i capelli, soprattutto nel finale.
Senza alcun dubbio il talento del regista indiano si nota a ogni sequenza, i temi a lui tanto amati sono piu’ che riconoscibili(la linea di separazione tra la vita e la morte, il fascino della filosofia e del metafisico, la paura dell’ignoto), ma alla fine il risultato non è ciò che speravo o, perlomeno, mi aspettavo, le mie aalte aspettative(quando ho davanti questo regista mi aspetto sempre molto) sono state ancora una volta deluse.
Per me un’altra occasione sprecata per Shamalyan, ripetere un successo(e soprattutto riproporre un’idea originale che tanto sappiamo già tutti come va a finire) è un’impresa assurda e disperata e forse Shamalyan è ora che comincia a capirlo…lo abbiamo capito tutti che è bravo, che anche lui è dotato di un buon talento visionario, non ha bisogno di dimostrarcelo ancora una volta con il solito film con le solite tematiche, basta.

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