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Recensione su Una notte da leoni

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12 giugno 2014

Due idee originali oltre la media hanno contribuito al successo di questo film (beninteso, all’interno del filone demenziale): quella di non mostrare nulla della notte di bagordi, facendo svegliare i reduci del bachelor party privi di memoria e scatenando quindi la fantasia dello spettatore. Una fantasia che non si attenua durante il tentativo di ricostruzione dei fatti la quale, procedendo a tentoni, è necessariamente ma giustificatamente frammentaria (e qui sta la seconda idea originale), riuscendo così a camuffare qualsiasi eventuale falla di sceneggiatura. Ottime idee, non c’è che dire, come ottima è l’idea finale della macchina fotografica ritrovata sotto al sedile dell’auto e le cui foto testimoniano (anche in tal caso frammentariamente ma in modo esilarante) la folle serata dei quattro, in una serie di diapositive finali, sui titoli di coda, che regala forse il momento di maggior humour della pellicola (meravigliosa quella con Tyson).
Detto ciò, come premesso, parliamo comunque di un film demenziale, forse sopra la media del genere, ma che ne rispecchia tutti i connotati: maschilista, banale, volgare.
Ma se, in fin dei conti, per due ore scarse ci si diverte… who cares?

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