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Recensione su Una giornata particolare

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“Piangere si può fare anche da soli, ma a ridere bisogna essere in due” / 21 gennaio 2016 in Una giornata particolare

Due storie sulla stessa linea temporale.
Da un lato la visita di Adolf Hitler a Roma nel 1938 e la parata voluta da Mussolini in onore del “fuhrer”. Da un altro lato l’incontro che avviene tra Antonietta (Sophia Loren) , una donna costretta a ricoprire il ruolo di custode del focolare e Gabriele (Marcello Mastroianni), un radiocronista dell’EIAR appena licenziato dalla stessa.
Per il regime sono due semplici “manichini”: lei rispecchia il ruolo di una macchina “sforna figli” devota al duce e al suo mito, continuamente insultata dal marito e dai figli. Lui è quello che viene definito un “deviato”, un “disfattista e antifascista”, per questo cacciato dalla radio in cui lavorava. Due persone diverse, ma entrambe accomunate da una lieve insoddisfazione nelle proprie vite.

Capolavoro di Ettore Scola su cui sembra quasi impossibile aggiungere altro. Una vicenda personale che si esaurisce nell’arco di una giornata e che si consuma dentro le mure domestiche mentre, in sottofondo, dalla radio il telecronista descrive minuziosamente ogni momento della parata di quel 6 maggio 1938. Ma lo sguardo e le orecchie dello spettatore sono da ben altra parte.

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