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Un tram che si chiama desiderio

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Un tram che si chiama desiderio
Un tram che si chiama desiderio

In seguito alla tragica morte del marito, Blanche DuBois si è attaccata alla bottiglia e ha finito col perdere il suo lavoro di insegnante per via della sua condotta giudicata scandalosa. Vedova e alcolizzata, la donna lascia la sua casa di Auriol, nel Mississipi, per stabilirsi in quella della sorella, Stella, che vive a New Orleans, in Louisiana, con il suo compagno, Stanley Kowalski, un uomo dai modi rozzi e brutali. Tratto dall'omonimo dramma di Tennessee Williams, nel 1952 il film vinse quattro premi Oscar: Miglior Attrice Protagonista (Vivien Leigh), Miglior Attrice Non Protagonista (Kim Hunter), Miglior Attore Non Protagonista (Karl Malden) e Miglior Scenografia (Richard Day e George James Hopkins).
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: A Streetcar Named Desire
Attori principali: Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter, Karl Malden, Rudy Bond, Nick Dennis, Peg Hillias, Wright King, Richard Garrick, Ann Dere, Edna Thomas, Mickey Kuhn, Mel Archer, Marietta Canty, John George, Lyle Latell, Charles Wagenheim, Buck Woods, Dahn Ben Amotz
Regia: Elia Kazan
Sceneggiatura/Autore: Tennessee Williams, Oscar Saul
Colonna sonora: Alex North
Fotografia: Harry Stradling Sr.
Produttore: Charles K. Feldman
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 125 minuti

Tigri in amore / 22 febbraio 2016 in Un tram che si chiama desiderio

Complice anche una minuscola ma non casuale battuta di Brando (I soliti gatti... Meooow!), per tutta la durata del film, mi è parso di assistere ad un'ininterrotta baruffa violenta tra randagi: stessa ferina tensione tra i corpi, identici scoppi d'isteria, un'assurda promiscuità in cui gli unici confini sono rappresentati dai propri corpi, simile... continua a leggere »

bravissimi ma odiosi / 30 aprile 2015 in Un tram che si chiama desiderio

bravissimi gli attori che rendono benissimo questi personaggi odiosi. Una schizzofenica depressa e un bel prepotente. Bella regia, ma odiavo i personaggi dopo i primi 5 minuti.

22 marzo 2015 in Un tram che si chiama desiderio

Dico solo: telecamera impietosa con la Leigh, e docilmente adorante di Brando. Bravissimi braverrimi entrambi, un classico dei 'polpettoni' che -ahimè- nessun regista sa più fare.

Vivien Leigh sopra tutti / 3 febbraio 2011 in Un tram che si chiama desiderio

A mio modestissimo parere la sua migliore interpretazione. Brando finisce in secondo piano