Recensione su Un perfetto gentiluomo

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18 settembre 2011

Non è facile inserire in una commedia temi come le perversioni sessuali senza perdere credibilità e ridursi a girare una commedia sciocca e volgare. In questo caso il regista riesce a non perdersi, dando un tocco elegante alle tare mentali di un giovane scrittore, attratto dalla biancheria femminile, confuso, un pò dandy, alla ricerca del suo io interiore. E lo fa affiancandogli un personaggio come il gigolò per signore vecchie e ricche, interpretato da un meraviglioso Kevin Kline (lui solo vale tutto il film), che riesce a far sembrare raffinato ed elegante il suo gigolò da 4 soldi, sporco e fetido. Affettazione e buone maniere, un portamento esemplare, inglese al 100% e il giovane viene introdotto in un ambiente fatto di ricco squallore (l’esatto opposto del gigolò di Kevin Kline, Signore ma povero in canna), di donne ultraottantenni, sole e in cerca di compagnia (anche sessuale), prostitute e specialiste del travestimento.
Con l’ovvio risultato di rimanerne affascinato e scottato al contempo.
Kevin Kline vale da solo tutto il film!

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