Recensione su Un condannato a morte è fuggito

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Un condannato a morte è fuggito / 24 Luglio 2020 in Un condannato a morte è fuggito

“Un condannato a morte è fuggito” è forse il film più famoso di Bresson. La storia è semplice: un partigiano francese viene rinchiuso in una cella ed attende la condanna a morte. Passa il tempo per architettare una fuga: ad un certo punto gli verrà assegnato un compagno di cella di origine tedesca. Sarà una spia o un partigiano?
Il film è realizzato unendo i tratti tipici del cinema di Bresson(una recitazione pressoché anonima, quasi alienante, un uso continuo dei primi piani, una sceneggiatura semplice che fa spesso ricorso alla voce fuoricampo) ad un ritmo da thriller quasi ossessivo, dove i tempi si dilatano fino all’inverosimile. Si nota inoltre un ricorso di uno stile quasi documentaristico(la carcerazione e la fuga vengono raccontata nei minimi particolari) ma il film vuole raccontare, usando le parole di Bresson, non una verità storica, bensì una verità interiore ben più alta, figlia della cultura cattolica entro la quale il regista francese condensa il suo pensiero autoriale .

1 commento

  1. Isabelle Anzalone / 8 Dicembre 2021

    Bresson non è un regista ma un autore cinematografico, Bresson non racconta ma presenta.

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