Recensione su U Turn - Inversione di marcia

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4/8 / 11 Giugno 2012 in U Turn - Inversione di marcia

E’ il voto più difficile che mi trovo a dover assegnare perchè non ci sono oscillazioni, anche lievi, in un’unica direzione. Non è questione di sfumature e dubbi tra, ad esempio, un 6.5 o un 7.
No qui o è 4 o è 8.
E’ un 4 se l’intento di Oliver Stone era quello di fare un thriller piuttosto violento, ambientato in un posto abbandonato da Dio, con tutti i soliti personaggi che saltano fuori in queste situazioni (lo sceriffone, la figona, il maritino cattivo e geloso, il barbone, il pazzoide e lo scemo di turno). La regia è troppo manieristica, frenetica nella ricerca di particolari, spesso ridondanti, vuole essere pulp ma si capisce che è esagerata.
Sean Penn è in grande forma, Nick Nolte con quella ridicola dentatura non si può vedere, Jon Voight sembra davvero un indiano e Jennifer Lopez è una vera bomba sexy. Billy Bob Thornton ha il personaggio migliore in assoluto (il meccanico pazzo per cui si è reso irriconoscibile! Il film meriterebbe un 8 solo per lui!) e Joaquin Phoenix deve essersi guadagnato la parte di Johnny Cash dopo essersi presentato in scena in questo film con quel look country. C’è anche Claire Danes che a me è piaciuta parecchio. Il cast quindi è di tutto rispetto.
Ora, se l’intento di Stone era quello di realizzare un film molto cinico, intriso di quell’humour nero e talmente irrazionale da sembrar vero, allora l’obiettivo è pienamente raggiunto perchè la sfiga che aleggia come un corvo sul povero Sean Penn raggiunge livelli pazzeschi. Gli stravolgimenti degli intrighi ed i colpi di scena sono scontati e a tratti ridicoli ma se visti nell’ottica di un’ironia sadica e graffiante danno un tocco di classe al film.
Quindi, dal momento che non ho capito che cosa volesse fare Stone, la media aritmetica tra 4 e 8 è 6.
Ora lo chiamo e cerco di capirci un pò di più…

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