Recensione su Tirannosauro

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16 Maggio 2013

Per fortuna che Tyrannosaur dura solo un’ora e mezza perchè l’impatto emotivo è davvero sconcertante, non solo nei contenuti ma anche nella forma.
Il perno del film è il confronto fra due personalità problematiche, come si era visto in Via da Las Vegas o in L’amore che resta, solo che qui non c’è una storia d’amore che cresce e che vuol trovare una sua definizione, c’è l’incontro tra due persone tormentate, sole e cariche di un passato piuttosto difficile. Sono due anime a cui è stato tolto tutto ed a cui non rimane altro che la violenza e la sopportazione.
La fotografia cupa sottolinea un paesaggio inglese ai margini e la violenza verbale carica ancora di più la drammaticità di quei fatti di cronaca che sentiamo tutti i giorni in tv ma che, visti, in questa luce diventano ostacoli insormontabili per chi li vive e situazioni inconcepibili per chi osserva.
Bravi gli interpreti, ottimo Peter Mullan che sembra nato per questi ruoli.
La sceneggiatura è essenziale e feroce, non infarcisce di luoghi comuni i suoi personaggi e non esalta sino allo stucchevole ciò che racconta.
Tyrannosaur è un film che colpisce duro, più ancora di Amour di Haneke, picchia di cattiveria le nostre coscienze, come il suo protagonista e non si perde in frivolezze da sala.

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