Recensione su Two Lovers

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16 febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Joaquin è il fratello di quel (a detta di tutte) gran figo, e infatti era talmente figo che ha chiuso in overdose da speedball, di River Phoenix – io comunque lo preferivo in Stand by me di Rob Reiner. Joaquin qui ha dei seri problemi, ma in realtà è un genio, perché tiene elegante il piede in due scarpe e presto o tardi se le sbatte tutte, pur collezionando espressioni da grullo che magari all’occhio femminile lo rendono adorabile, non so, a me l’han reso un simpatico stronzo, ma grullo.
Gwyneth Paltrow fa la bionda svampi-drogata, l’altra gliela da direttamente, senza bisogno di chiedere e nemmeno passare dal via. Certo, così grullo, come si fa a non dartela? Lui porta il faccione qua e là, e si rassegna in fondo al fluire degli eventi. Che era lo stesso faccione del Commodo de Il gladiatore (tanto per dare un’idea con un film stravisto), solo un filo meno pallido.
Film decisamente valido, a volte non troppo verosimile ma ehi, stiamo discettando/pugnando d’amore, non è che ci si possa prendere così sul serio. Morale della favola: la vita è già bella che scritta, ma vale lo stesso la pena farci un giro (su Gwyneth? Ah, no, in generale).

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