Tutti i soldi del mondo

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Tutti i soldi del mondo

Roma, 1973. Un gruppo di uomini mascherati rapisce John Paul Getty III, nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty e chiede un ingente riscatto. Benché affezionato al ragazzo, il miliardario non intende pagare un penny per il suo rilascio. Sconvolti dalla reazione dell'uomo, i genitori di John Paul iniziano una corsa contro il tempo per rimediare il denaro utile alla sua liberazione.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: All the Money in the World
Attori principali: Michelle WilliamsChristopher PlummerMark WahlbergRomain DurisCharlie PlummerCharlie Shotwell, Timothy Hutton, Andrew Buchan, Marco Leonardi, Giuseppe Bonifati, Nicolas Vaporidis, Andrea Piedimonte, Guglielmo Favilla, Adele Tirante, Stacy Martin, Maya Kelly, Anna Devlin, Kit Cranston, Stanley Treshansky, Ginevra Migliore, Josie Sayers, Olivia Grant, Charlotte Beckett, Roy McCrerey, Giulio Base, Nicola Di Chio, Alessandra Roca, Francesca Inaudi, Francesco Bomenuto, Ghassan Massoud, Clive Wood, Jonathan Aris, Oliver Ryan, Cherise Silvestri
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura/Autore: David Scarpa, John Pearson
Colonna sonora: Daniel Pemberton
Fotografia: Dariusz Wolski
Costumi: Janty Yates
Produttore: Ridley Scott, Dan Friedkin, Chris Clark, Quentin Curtis, Mark Huffam, Bradley Thomas, Kevin J. Walsh
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Storia
Durata: 132 minuti

Il voto sarebbe un 6.5 / 17 Gennaio 2019 in Tutti i soldi del mondo

Discreto film di Ridley Scott sulla vera storia del rapimento di Paul Getty negli anni Settanta.
Il giovane Paul Getty (Charlie Plummer), nipote del famoso magnate dell’industria petrolifera Jean Paul Getty (Christopher Plummer che ha sostituito Kevin Spacey dopo lo scandalo per le molestie sessuali), viene rapito a Roma mentre sta passeggiando per strada. I rapitori chiedono un riscatto di 17 milioni di dollari ma a sorpresa il nonno dichiara alla stampa di non voler pagare.
Il film procede tra alti e bassi; non troppo convincente il rapimento (o meglio il comportamento del giovane, che si addentra a piedi in una brutta zona), interessante invece vedere il diverso comportamento delle persone coinvolte.
Il nonno che incarica il suo uomo di fiducia Fletcher Chace (Mark Wahlberg) di appoggiare la nuora Abigail (Michelle Williams) per cercare di ritrovare il nipote ma spendendo il meno possibile. Lo stesso Fletcher che inizialmente pensa che il rapimento sia stato ideato dallo stesso nipote (o uno scherzo) e la disperazione della madre che però non si avvilisce e cerca di lottare per ritrovare il figlio. Infine i rapitori, con Cinquanta (Romain Duris) che instaura quasi un rapporto di amicizia con il giovane Paul.
Nel resto del cast da citare la presenza di un paio di italiani: Marco Leonardi nei panni di Mammoliti (Colui che subentra ai precedenti rapitori) e Nicolas Vaporidis uno della banda “iniziale”.

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Una storiaccia truculenta / 10 Giugno 2018 in Tutti i soldi del mondo

A volte la visione di un film provoca reazioni viscerali, di cui è difficile analizzare lì per lì le reali ragioni. È il caso di Tutti i soldi del mondo, che mi ha lasciato con un senso piuttosto forte di disagio, senza sapere bene perché. Dopo averci pensato per un po’, credo di avere capito il motivo.

In una cosa il film eccelle: nella rappresentazione di J. Paul Getty e della sua disumanità così umana, della sua avarizia così miserabile da elevarlo paradossalmente a una condizione quasi luciferina. Christopher Plummer è perfetto nel ruolo, e sono sacrosanti i riconoscimenti che ne ha tratti e che sperabilmente ancora ne trarrà; anche se rimane la curiosità di vedere l’interpretazione di Kevin Spacey (cassata per la nota vicenda). Immagino che Spacey avrebbe mostrato meno il lato senile, quasi fragile di Getty, togliendo o attenuando una dimensione rispetto alla versione proiettata; non è da escludere comunque che un giorno la prima versione del film veda la luce, soddisfacendo la nostra curiosità.

Dov’è dunque che il film fallisce? Nella rappresentazione dell’altro polo del male: quello dei rapitori. Prevale qui una visione macchiettistica, in cui l’accento è posto sul colore locale, sulla rozzezza – anzi la primitività – di sudici gaglioffi dall’oscuro dialetto perennemente chini su un piatto di pasta. Cosa ancora più grave, ci si inventa la figura del rapitore buono, che addolcisce quello che invece fu un rapimento brutale, molto più di quanto mostrato dal film; e per giunta lo si fa interpretare da un attore non italiano: provate a vedere il film in lingua originale, e preparatevi a rabbrividire per l’accento di Romain Duris. La cosa è incomprensibile, vista la cura profusa per restituire le minuzie dell’epoca (i romani riconosceranno la vecchia circolare, il tram che passava da Porta San Paolo). Più in generale, la quantità di invenzioni e di libertà prese nei confronti della realtà storica (vizio inestirpabile di Hollywood) è tale da succhiare via credibilità alla vicenda: non c’è mai stata nessuna sparatoria (con la madre dell’ostaggio a pochi metri!), nessuna fuga avventurosa. In certi casi le invenzioni costituiscono vicoli ciechi che non portano da nessuna parte e appesantiscono un film già troppo lungo (la anacronistica visita al covo delle BR); in altri aggiungono solo un pathos fasullo (l’inseguimento finale per le strade della cittadina). Si dà infine troppo spazio a un personaggio, Fletcher Chace, dal ruolo quasi completamente inutile (è stato descritto da un biografo di Getty come «il peggiore emissario possibile»), interpretato con fissità legnosa da Mark Wahlberg, che toglie solo spazio alla brava Michelle Williams (lo scandalo scoppiato per la disparità dei compensi dei due attori ha rappresentato una giusta nemesi). Quello che resta è una storiaccia truculenta, mal raccontata e poco credibile. Ed è questo che fa pendere infine il piatto della bilancia dalla parte negativa.

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“And the winner is Kevin Spacey” / 20 Maggio 2018 in Tutti i soldi del mondo

Buon thriller messo insieme da nonno Scott tra mille difficoltà.
In avvio di visione è Impossibile ignorare il caso Spacey e di conseguenza tutto quello che è venuto fuori, ma Plummer è talmente a suo agio nell’impersonare il vecchio taccagno spilorcio che ci si domanderà perché non fosse stato coinvolto sin dal principio. Il personaggio gli sta come un guanto.

Il film si ispira vagamente al rapimento Getty. Un avvincente storia di avidità e potere con personaggi che si muovono come su di una scacchiera.
Al termine del film ci viene spiegato che i fatti e i personaggi sono stati modificati per esigenze di copione…ammetterlo è di una onestà commovente.
Scott imbriglia il comparto visivo e racconta la storia senza complicazioni inutili. Regia pigra e convenzionale però competente su tutta la linea.

Come detto Plummer è eccezionale nel suo ruolo e rende il personaggio di J. Paul Getty davvero interessante da seguire. Il resto del cast sfigura un pochino ma lo scarto di talento c’è e si nota.

Ho apprezzato “tutti i soldi del mondo” nonostante i suoi limiti e difetti.

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