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Recensione su Tutti i santi giorni

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Chi vuole un figlio non insiste… / 26 aprile 2014 in Tutti i santi giorni

… cantava Pino Daniele. E penso che questa frasetta riassuma bene l’assioma di fondo della pellicola.

Troppo stereotipato per piacermi fino in fondo, il film è comunque una commedia dolceamara tutto sommato gradevole e ben inserita nel solco virziano della tradizione italiana del genere.

Tutti, dai vicini di casa coatti, ai genitori della protagonista, fino agli stessi “eroi” della vicenda, sono disegnati a tutto tondo con calcolo matematico, con loro non c’è possibilità di sbagliare, e non mi è piaciuta molto neppure una certa presunzione “sociale” in fase di scrittura (la scena del compleanno della bambina dei vicini è didascalica fino alla nausea) che divide il mondo in: “Noi abbiamo capito tutto” e “Voi non avete capito niente”, sicché lo spettatore è spinto inevitabilmente a parteggiare a priori per i primi, vagliando sé stesso, nella sottaciuta speranza di assomigliare loro.

E, poi, il film avrà anche vinto il Ciak d’Oro per il miglior sonoro in presa diretta, ma durante tantissimi passaggi mi sono persa brani interi di dialogo perché… e va bene la spontaneità, la naturalezza, ma masticare le parole alla ricerca di non so bene quale dimostrazione di capacità recitative no, eh!

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 13 dicembre 2016

    Una delle tue recensioni con cui mi trovo più d’accordo. Puntuale e interessante!

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