Recensione su Tutta colpa di Giuda

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16 febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Leggasi fra le righe: la qualità paga. Se tu fai un film (e se non sei spocchioso, e se non mi stai qui di base, e di sicuro se sei sfigato o iraniano o di Hong-Kong o del Vattelapeskiskan) allora io te li do i miei cine-soldi, e pure volentieri, perché mi fido e credo che il tuo film nuovo sia almeno altrettanto bello del déjà-vous. Kasia Smutnjiak era quel culo bellissimo della pubblicità della Tim (bellissimo *_* la pub in questione non l’ho trovata), l’idea di partenza è originale sia in sé che nella messa in scena, col risultato di un film abbastanza fuori dalle righe del solito. Kasia (che è troppo gnocca e anche lei con lo sfondo carcerario c’entra pochino, ma amen) deve mettere in scena la Passione di Cristo interpretata da un gruppo di (autentici) carcerati. E abita in quei palazzi arancioni che avevano costruito per le Olimpiadi due anni fa accanto all’Arco del Lingotto (grande la scena sull’arco del Lingotto, col mio treno che passa dietro e mi si vede chiaramente fare CIAO con la manina).
Film di musica e sbarre e ritmo, nota d’onore per Cristiano Godano, il cantante dei Marlene Kunz che interpreta il ruolo secondario del fidanzato di lei, regista sciroppatissimo di teatro d’avanguardia. Armato di un paio di babbucce temibili e davvero ridicole.
Oh, a chiusa, a mio parere quelle che dicono che gli fa sesso il Godano sono affette da Cristofilia. Temo sia patologico.

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