Recensione su Tusk

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Tusk: inconcludente / 28 aprile 2015 in Tusk

Imbarazzante.
Privo di qualsiasi mordente, il film di Smith non riesce in alcuna maniera a mediare tra i toni della commedia, dell’horror e del grottesco, né a spiccare in alcuno di essi.
La storia, in potenza, fornisce tutti gli elementi per realizzare un simile pastiche (basti pensare all’ossessione per il tricheco, terrifica e ridicola insieme), ma inspiegabilmente il buon Kevin manca platealmente l’obiettivo.
Peccato, perché nutrivo grandi speranze, dopo l’azzeccato Red State e non so se sperare che la trilogia di cui questo film dovrebbe rappresentare l’incipit venga realizzata.

Credo che uno dei difetti maggiori del film risieda nell’aver esaurito immediatamente il materiale a disposizione: entro i primi venti minuti, tutto è già in gioco, senza sussulti particolari di sorta.
Il resto del racconto è assolutamente superfluo, compresi i discorsi di un noioso Michael Parks e l’entrata in scena dell’investigatore interpretato da un truccatissimo Depp, prolisso, mal caratterizzato (cos’è quell’accento simil-ispettore Clouseau?) e altrettanto male realizzato.

Nota a margine. Personalmente, poi, provo una personale antipatia per Justin Long (che, per me, purtroppo, sarà sempre l’accompagnatore sfigato di Britney Spears in Crossroads), quindi, all’idiosincrasia privata si aggiunge quella, oggettiva, per un personaggio (volutamente) odioso e tronfio.

Comparsata: Vanessa Paradis è una delle commesse del market canadese. Ah, non è la Paradis? 😉

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