Recensione su Trust

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27 Maggio 2015

Internet è ormai entrato nelle nostre vite. Un mondo nuovo che si apre davanti ai nostri occhi, che ci permette di cercare e di ritrovare ogni cosa e ogni persona, un mondo straordinario, ma pericoloso per chi è ingenuo, per chi è terribilmente solo, per chi è in cerca di affetto, per chi non sa nulla della vita.
Annie è una ragazza di quattordici anni. E’ una fanciulla solitaria, brava a scuola e nello sport, una giovane che fatica molto a entrare nell’universo dei suoi coetanei.
Il giorno del suo quattordicesimo compleanno suo padre gli regala un computer portatile. La ragazza comincia a entrare in contatto con Charlie, un coetaneo conosciuto su una chat.
Pian piano il rapporto tra i due si fa sempre più profondo…ad Annie non sembra vero di avere le attenzioni di un ragazzo, di avere anche lei come le altre un ragazzo che la nota, che la corteggia, che la fa sentire importante…quando si è soli ci si aggrappa a chiunque, a chiunque…
Il suo paradiso si trasforma in un inferno al momento dell’incontro: Charlie non è un suo coetaneo, ma un uomo di trentacinque anni che la stupra il giorno del primo appuntamento.
Da quel momento inizia per Annie un incubo, non solo per lei ma anche per la sua famiglia, per il padre, l’attore inglese Clive Owen, ossessionato dalla vendetta nei confronti dell’uomo che ha strappato via per sempre l’innocenza della figlia, una vendetta cieca che lo porterà a estraniarsi completamente dai suoi cari, che lo porterà a divorarsi per i sensi di colpa, per sua madre, che cercherà in tutti i modi di tenere in piedi la famiglia, per la migliore amica Brittany, piena di sensi di colpa per non aver aiutato la sua compagna.
Un film terribilmente attuale, che tratta uno dei peggiori mali del mondo. David Schwimmer, attore di “Friends”, tratta un tema molto drammatico come quello dei “predatori” di internet con grande delicatezza, anche se a volte lo fa in modo un po’ troppo prolisso e pedante.
Bravo Clive Owen nel ruolo del padre ferito e pieno di sensi di colpa per non essere riuscito a salvare la sua bambina da un essere che meriterebbe per me solo la morte tra atroci sofferenze.
Il finale fa perdere molti punti(a me ha lasciato parecchio amaro in bocca).
Una storia purtroppo crudelmente realistica…peccato per alcuni contesti che potevano essere sviluppati meglio, ma ne consiglio lo stesso vivamente la visione.

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