1982

Tron

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Tron
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Titolo Originale: Tron
Attori principali: Jeff BridgesBruce BoxleitnerDavid WarnerCindy MorganBarnard HughesDan Shor, Peter Jurasik, Tony Stephano, Craig Chudy, Vince Deadrick Jr., Sam Schatz, Michael Dudikoff
Regia: Steven Lisberger
Sceneggiatura/Autore: Steven Lisberger
Colonna sonora: Wendy Carlos
Fotografia: Bruce Logan
Costumi: Eloise Jensson, Rosanna Norton, Lorry Richter, Nedra Rosemond-Watt
Produttore: Harrison Ellenshaw, Donald Kushner, Ron W. Miller
Produzione: Usa
Genere: Azione, Thriller, Fantascienza, Famiglia
Genere:
Durata: 96 minuti

Gli effetti speciali non valgono più delle idee / 2 Agosto 2017 in Tron

Questo film è chiaramente degli anni 80, con queste schermate da commodore 64 o pacman, ma le idee di libertà di pensiero e di inventiva sono sempre più attuali, e renderanno questo film sempre immortale. Un vero cult (visto per curiosità perché era citato nella serie nerd: Chuck)

1 Febbraio 2017 in Tron

Fatte le dovute distinzioni, e valutato anche le diverse valenze artistiche dei due film, si può tranquillamente affermare che dopo Blade Runner, Tron, di Steven Lisberger (1982) è uno dei primissimi esempi di cyberpunk cinematografico.
Il termine del titolo, Tron, è la contrazione della parola inglese Electron. L’importanza, spesso sottovalutata, di quest’opera è data, più che dalla storia di chiara matrice disneyana (e la Disney è effettivamente la produttrice del film), dal fatto che per la prima volta al cinema appaiono intere sequenze girate con tecniche computerizzate. Gli attori recitarono per gran parte del film in ambienti bui e scenografie inesistenti, con indosso tute bianche, per poter poi integrare il girato con le immagini generate al computer. La tecnica è ormai usuale oggi, ma nel 1982 era una novità quasi assoluta.
L’idea di partenza, la vita all’interno di un mondo virtuale informatico, il terzo ambiente della fantascienza dopo lo spazio siderale e la Terra futuribile, non ha avuto un seguito immediato, almeno nel cinema. Nella letteratura invece sfocia, come detto, nella corrente cyberpunk, dove la realtà virtuale, insieme ad altri elementi come la cibernetica, l’ibridazione, la rete globale, gli innesti uomo/macchina, è una delle caratteristiche strutturali del sottogenere. Al cinema bisognerà aspettare gli anni novanta perché l’argomento sia ulteriormente approfondito. Programmi sotto forma di esseri umani si vedranno solo nel 1999 con Matrix.

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Sempre fortissimo / 24 Aprile 2016 in Tron

Ha più di 30 anni Tron, ma resta sempre un piacere vederlo. Il rivoluzionario uso della computer grafica dei primi anni 80 non è affatto invecchiato male, ed è davvero fantastico pensare che una cosa del genere sia stata prodotta così tanto tempo fa. Anche la storia, pur non essendo nulla di clamoroso, è ben fatta e piacevole da seguire. Ottima anche la colonna sonora, decisamente d’ambiente. Bello vedere anche in azione un giovane Jeff Bridges. Cult assoluto.

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14 Settembre 2013 in Tron

All’inizio degli anni ’80 esce nelle sale Tron, film futuristico per l’epoca, ambientato nel mondo dei videogiochi.
Al botteghino fu un mezzo flop e solo in seguito rivalutato e ampiamente acclamato.
Sono passati decenni da quando lo vidi, ma ricordo le bellissime moto, gli effetti speciali incredibili utilizzati per ricreare l’ambiente del gioco.
Solo questo basterebbe a renderlo un film da vedere assolutamente.

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10 Aprile 2013 in Tron

TRON
Siamo negli anni ’80, anni dove i videogames avevano una trama migliore della maggior parte delle amenità cui giochiamo oggi pur avendo una grafica minimale
I giovani iniziavano ad interessarsi di tutto quello che riguardava i computer, non erano molti e venivano poco apprezzati, per non dir derisi. Naturalmente non in questa pellicola.

Il protagonista di Tron è un giovane programmatore fallito, Kevin Flynn (Jeff Bridges) a cui hanno solato (solato sta per fregato) 3/4 delle idee da lui partorite. Si parla di software per videogiochi. Kevin arrotonda qualcosina con una sala giochi da lui gestita ma giorno dopo giorno cerca di dimostrare come le sue creazioni siano effettivamente sue. Per dimostrarlo però occorre entrare dentro il cervello del computer che tutto controlla e tutto brama. Ciò è impossibile, perché ? Perché c’è un sistema anti-intrusione che farebbe invidia alla Microsoft. L’aggravante è che un tizio, colui il quale ha rubato i suoi games non solo è diventato ricco sfondato ma ora è il direttore della stessa società per cui lavorava anni prima. Dillinger, il nome del Giuda, voi dovete leggerlo come il padre di Timmy Turner pronuncerebbe “Dinkleberg”. Mi è piaciuta molto la situazione, nei primi tempi pensiamo alla sua figura solitaria, a uno degli ultimi piani della Società,come se fosse il master cattivo a Dungeon & Dragon.. invece risulta sottomesso, controllato dal mega computer. Il cattivo nel castello vittima della sua stessa creatura, l’eroe maledetto e il suo gruppo di prodi.
Il nostro viene aiutato poi da due amici di vecchia data, i tre riescono a penetrare in questo castello moderno, Kevin addirittura entra nel sistema e ci rimane.
Egli viene digitalizzato tramite un laser che lo trasforma in un codice e lo porta all’interno del computer. Da questo momento si apre ai nostri occhi un nuovo universo, un mondo mai visto prima, inesplorato, con vita propria, con leggi e regole totalmente diverse dal mondo da noi vissuto. Un mondo minaccioso.
Dura lex sed lex, dura legge ma legge dicevano i Latini. Questi esseri virtuali devono combattere fino alla morte, neanche fossimo in un’arena gladiatoria.
Questo universo parallelo è comandato dal mega computer ovvero il Master Control Program che come un moderno dittatore cerca di allineare tutti al suo pensiero. Divide, comanda, sottomette, distrugge.
Riuscirà il nostro a cavarsela in un’ambiente virtuale, fatto di luci psichedeliche, tutto in computer animation, dove la luce assume una nuova dimensione e l’occhio umano vede l’impossibile ?

DonMax

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