Recensione su In trance

/ 20136.0127 voti

28 Settembre 2013

Danny Boyle è un regista che seguo senza ammirare troppo. Rimango della convinzione che il suo miglior lungometraggio è anche il suo primo: Piccoli omicidi tra amici. Nonostante in 127 ore abbia dato prova di sapere indagare nell’essenza del disturbo umano, Boyle non riesce a uscire illeso da una pellicola che scava profondamente nella psiche, in particolare nell’inconscio. Tra intrighi, patti e turbanti storie sentimentali di indubbia difficoltà di gestione, si fa spazio una sceneggiatura di tutto rispetto, che regala suspance ma che implode nei minuti finali nel peccato capitale dell’ingordigia. E’ così che si spegne un buon film, e la carne al fuoco diventa davvero troppa e leggermente indigesta. Assistiamo comunque ad un thriller interessante anche se forse un po’ troppo autoconclusivo in quanto non sarebbe stato male lasciare qualcosa nella penombra, parlando appunto dell’inconscio.

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