12 Recensioni su

In trance

/ 20136.0127 voti

Un film disonesto / 14 Settembre 2015 in In trance

Quello che per un po’ sembra solo un film notevolmente inverosimile si rivela a un certo punto un film completamente disonesto. Se vuoi rivelare che la storia narrata per un tratto non è tutta la storia, che qualcosa manca alla trama, devi comunque dare allo spettatore qualche indizio in precedenza – indizio magari monco, magari insufficiente, ma comunque indizio; altrimenti il tutto assume l’aspetto di una presa in giro. Qui, a parte qualche inquadratura ambigua, non c’è nulla. Ancora peggio, la storia si va avvolgendo su se stessa, perdendo la distinzione fra realtà e irrealtà; alla fine è difficile dire cosa sia veramente accaduto e cosa no.
Il regista riesce persino nell’impresa di rendere grottesco il nudo di Rosario Dawson, che si trova a dover assecondare certe preferenze del protagonista, con esito involontariamente comico.

Leggi tutto

Il voto sarebbe un 6.5 / 29 Giugno 2014 in In trance

Prima parte interessante con un buono spunto di partenza ma nella seconda parte si complica un pò troppo, con l’ipnosi e la confusione che la fanno un pò da padroni. Anche se nella seconda parte, compare la scena più memorabile (parlando come Uomo ;-)) con la splendida Rosario Dawson protagonista. Comunque il film è interessante con buoni protagonisti James McAvoy (lo smemorato) e Vincent Cassel (il capo della banda). Ci sono alcuni indizi per distinguere gli stati indotti dall’ipnosi dalla realtà (in tempo di Mondiali di calcio, la partita mostrata alla tv mi è rimasta impressa). Stona un pò l’assenza della polizia per tutto il film; possibile che dopo il furto iniziale non ci sia nessun sospetto su Simon?

Leggi tutto

Superfluo. / 23 Marzo 2014 in In trance

Tecnicamente, qui, Boyle è quasi impeccabile e il montaggio è uno dei pregi del film in questione.

Poi, basta.

Ho trovato l’assunto narrativo su cui fa perno il film, cioè la presunta infallibilità dell’ipnosi, decisamente poco intrigante e credibile: paradossalmente, una componente puramente sci-fi (vedi, la pur elementare e quasi giocosa soluzione di una pellicola come Se mi lasci ti cancello) avrebbe dato più credito alla struttura del racconto che, perciò, si arrotola e srotola su sé stesso e intorno a questo bandolo talmente tante volte da sfiorare il ridicolo.

Leggi tutto

Danny, ormai con te è più odio che amore. / 25 Dicembre 2013 in In trance

Ennesimo pasticciaccio di Danny Boyle. Un film che sembra più un’accozzaglia di idee, tipo Sunshine e The Beach. Il punto di svolta viene tirato troppo per le lunghe, nel tentativo di confondere lo spettatore. Per un attimo sembra di essere di fronte ad un mix tra Inception e Se mi lasci ti cancello. In realtà, scoperto il giochetto, si capisce di essere di fronte ad un thriller zoppicante, poco plausibile e infarcito di troppi misteri.
Sulla maestria di Boyle nulla da dire, tutta la scena con l’auto in fiamme è veramente stupenda.

Leggi tutto

28 Settembre 2013 in In trance

Danny Boyle è un regista che seguo senza ammirare troppo. Rimango della convinzione che il suo miglior lungometraggio è anche il suo primo: Piccoli omicidi tra amici. Nonostante in 127 ore abbia dato prova di sapere indagare nell’essenza del disturbo umano, Boyle non riesce a uscire illeso da una pellicola che scava profondamente nella psiche, in particolare nell’inconscio. Tra intrighi, patti e turbanti storie sentimentali di indubbia difficoltà di gestione, si fa spazio una sceneggiatura di tutto rispetto, che regala suspance ma che implode nei minuti finali nel peccato capitale dell’ingordigia. E’ così che si spegne un buon film, e la carne al fuoco diventa davvero troppa e leggermente indigesta. Assistiamo comunque ad un thriller interessante anche se forse un po’ troppo autoconclusivo in quanto non sarebbe stato male lasciare qualcosa nella penombra, parlando appunto dell’inconscio.

Leggi tutto

23 Settembre 2013 in In trance

Grossa scivolata di Danny Boyle nel mondo del “visto e sentito un miliardo di volte”. Non mi aspettavo un giochino così banalotto da un regista del suo calibro. DIverso da Trainspotting, The Millionaire e 127 ore, in Trance potrebbe essere accostato in qualche maniera ad un film come piccoli omicidi tra amici, ma mentre quest’ultimo è originale, ben sostenuto e scritto in maniera raffinata, In Trance è il chiaro e stereotipato filmetto in cui si vogliono continuamente cambiare le carte in tavola per spiazzare lo spettatore. Il che sarebbe anche un’operazione intelligente ma deve essere condotta in maniera credibile e non a scapito della storia.
Il problema di In Trance è proprio la sceneggiatura: non è credibile, è assurda e sconclusionata. Si capisce fin da subito che l’intento è solo quello di far confusione nella testa di chi guarda ma Boyle lo fa con troppa faciloneria, mescolando i momenti della trance con la realtà (questo continuo mostrare i cerotti), ribaltando i ruoli dei personaggi fino a farne delle macchiette (i personaggi sono sempre stati il punto di forza dei suoi film) e stravolgendo l’intreccio fino all’inverosimile (ognuno pensa di poter piazzare un Goya sul mercato nero come se fosse un giochino della ninetendo..).
Gran peccato anche perchè la scelta del cast non era malvagia.

Leggi tutto

Nella mente di chi? / 16 Settembre 2013 in In trance

Gran bel film, non un capolavoro, ma Danny Boyle dietro la macchina da presa ci sa fare; un’ottima regia, un montaggio da paura e anche una splendida fotografia accompagnano le recitazioni di McAvoy e della Dawson in un’odissea maledetta che purtroppo si perde lungo il finale.

Una originalità leggermente rovinata, 6,5 / 11 Settembre 2013 in In trance

Danny Boyle è partito bene: un buon cast, una trama contorta, tutto è prevedibile ma non lo è, un và e vieni di flashback, sogni, ipnosi e violenza… Se cerchi di capire cosa sta succedendo ti verrà in mente “Inception”, con quello stile narrativo che ingarbuglia per farti perdere. E cosi succede, questo tira e molla di colpi di scena stancano un pò anche se la sceneggiatura è notevole… poi Rosario Dawson ha pensato bene di fornici un bel nudo “integrale” per confonderci ancora di più. Giusto Cassell mostra stile… Alla fine anche questo Boyle è a vedere senza dubbio, ma non è il suo miglior film. 6,5.

Leggi tutto

6 Settembre 2013 in In trance

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E’ un progetto abortito, tipo Sunshine, ma Sunshine è visivamente molto più potente e affascinante. Il problema per me è proprio la costruzione del gioco di incastri che per un’ora si avvolge e si svolge come un gomitolo, lì complicandosi per nascondere e là rilasciando indizi per svelare.
E per un’ora ti viene anche da pensare “Ma chi se ne frega di questo tipo che ha dimenticato dove ha messo un quadro rubato?” il che non depone a favore per nulla fra richieste di sospensione di credulità al limite dell’assurdo (ma mica li avranno pagati gli ex guerriglieri di qualche landa ex sovietica gabbati da una automobilina elettrica?) e sgami giganteschi poco convincenti (lei inquadrata che piange subito subito). Film involuto che cerca una sua strada visiva e poco ci riesce a parte la bella fotografia virata sui toni blu, spinge sui vuoti (praticamente, a parte l’incipit, a Londra ci abitano 7 persone sette) che non è male come idea, l’isolamento dei personaggi potrebbe essere il riflesso del gigantesco sovrapporsi delle coscienze e subcoscienze di ognuno, ma in effetti a parte i tre protagonisti principali gli altri pochi sono appena abbozzati. La fragilità della sceneggiatura è macroscopica (tutti dietro ad una ipnotista, ma proprio tutti), non capisco neppure la voce off di lui che racconta/si racconta/ci racconta il meccanismo della sicurezza nelle aste d’arte.
Infine c’è il colpo di coda che rilegge tutto quello che è accaduto. Ma per avere un impatto deflagrante ci saremmo dovuti affezionare al piccolo fragile antieroe torturato, mentre la simpatia, tutta, va a Cassel, l’unico uomo maturo del il film, guidato da una etica criminale precisa e coerente e da uno spessore di maschio nella relazione triangolare che si viene a creare (McAvoy, infantile nella sua libido, non può che avere una patologia in amore). Poi c’è lei e mi va bene la freddezza del personaggio che anzi avrebbe dovuto essere accentuata, dopo tutto il suo cognome è già un suggerimento al ribaltamento dei ruoli, non ci si può chiamare agnello ed esserlo sul serio.
E lei certo non lascia nessuna scelta a McAvoy circa la sua possibilità di dimenticare o ricordare, mentre ha sicuramente un rapporto paritario con Cassel che chiama come attore del loro gioco di ricordi.
quello che mi è sembrato interessante è proprio il triangolo, relazione fallimentare con McAvoy che ha un profilo infantile (anche infantile è il rivestire la sua preferenza intima di una pennelata di cultura con la spiegazione del pelo/animalità che rivela appunto il contrario, lui è il più animale al livello del guardaspalle nero violentatore) e che va sulla patologia; reazione di lei, ferma, fredda, misurata; relazione con Cassel che è paritaria e matura nel sesso, nei dialoghi, nel fronteggiarsi (Cassel non sfugge e non ha paura del femminino di lei, le si mostra nudo integralmente, McAvoy per una settimana non sa cosa fare con lei), finale con lei che lo chiama a giocare, conoscendone la pericolosità criminale, ma sapendo di poter giocare

Leggi tutto

un 5 essendo generosa / 4 Settembre 2013 in In trance

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non ci siamo proprio.
Potrebbe essere un efficace esempio tratto dal manuale “Come rovinare una trama originale con colpi di scena buttati a caso”. Come riscontrato in molti film, l’incipit è abbastanza brillante e coinvolgente, se non fosse per James McAvoy costretto dal regista ad ammiccare con la telecamera, scelta discutibile per coinvolgere lo spettatore (ci mancava solo l’occhiolino o un “batti 5”!). Ma tanto lo fa solo all’inizio.
Procedendo il film, ho iniziato ad avere qualche perplessità sul come venga sviluppato il discorso sull’ipnosi e mi è quanto meno sembrato che fosse un crescendo progressivo di ca…te, interrotto solamente dalla visione “artistica” delle nudità di Rosario Dawson (tanto per accontentare il pubblico maschile XD).
In realtà, inizialmente mi ha affascinato la trama intricata,incalzante, in cui devi scegliere da che parte schierarti, a seconda di come ricostruisci la storia. Ma poi ho perso interesse, perché è stata tirata troppo la corda, decisamente. Le sorprese e i colpi di scena vengono buttati a caso e, paradossalmente, diventano prevedibili nel loro “nonsense”. Le scene e soprattutto le battute finali chiudono l’apoteosi dell’imbarazzo più disarmante.
Di questo film si possono comunque salvare le interpretazioni dei protagonisti, le musiche martellanti ed adrenaliniche e e l’accuratezza delle immagini. Queste sono pazzesche, per il resto il film nella trama e nel suo sviluppo non è credibile.

Leggi tutto

In Trance / 8 Agosto 2013 in In trance

Film dalla trama difficile da seguire tra continui flashback ,una storia intrigante e complicata ,oltre ad un cast composto da attori più che noti .In Trance non è riuscito però a trasmettermi alcuna emozione poiché caratterizzato da un personaggio a tratti statico e contornato da scene ripetute che annoiano non poco lo spettatore .Inoltre un finale prevedibile e imbarazzanti scene che potevano essere risparmiate influenzano non poco la mia valutazione

Leggi tutto

22 Luglio 2013 in In trance

Danny Boyle sa come prendere il mio cuore. Lo fa anche con “Trance”, che è una commistione riuscita di generi: heist-movie, thriller psicologico e dramma. Velocemente e subito dentro l’azione, viene presentato James McAvoy, splendido e bravo protagonista per il quale subito si parteggia, se non fosse che un gioco di incastri e rivelazioni attraversa tutto il film, portando ora in ombra e ora in luce gli altri efficaci protagonisti, ossia Rosario Dawson ( da me sottovalutata ma qui brava, algida e nuda) e Vincent Cassel ( che il duro con l’accento francese lo sa fare benissimo). Pellicola che dura una canonica ora e quaranta, ma che non spilla nemmeno una goccia in più o in meno, facendo un uso eccellente dei sui tempi, sopratutto per merito di una sceneggiatura davvero coinvolgente e vivace, che se all’inizio mi vedeva dubbiosa per la semi-assurdità mi ha presto totalmente affascinata.
Pieno di sorprese, di colori stupendi ( Danny ti amo già solo per questo) e sorretto da una bellissima OST, tipicamente Boyleniana e che sembrava rimandare talvolta a Trainspotting, a volte a The Beach, il film corre via veloce e l’epifania è solo nel finale, quando si capisce tutto di botto. Ed è uno di quei casi, quando vuoi rivedere il film appena finito, per capire se hai capito bene, magari per scoprire qualche incongruenza di sceneggiatura, che in questo caso a prima visione mi è parsa solida.
Non un capolavoro, ma un lodevolissimo film, con tutti gli ingredienti giusti al posto giusto.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.