Recensione su Train de vie - Un treno per vivere

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Groppo in gola… / 21 Dicembre 2011 in Train de vie - Un treno per vivere

Seconda guerra Mondiale. I nazisti perseguitano ovunque gli ebrei per condurli nei campi di concentramento. Gli abitanti di un villaggio ebreo in Romania, grazie a un’idea geniale dello scemo del villaggio, tentano di fuggire lontano dal nemico cercando di raggiungere i confini tramite un treno camuffato da convoglio nazista. La storia ha dell’incredibile; è romanticamente straordinaria anche se non tutto va come sperato.
In vita mia mai mi era capitato di andare a vedere un film al cinema e, ai titoli di coda, vedere la sala che esplode in un applauso di commozione con gli occhi lucidi.
Perfetto. 
Divertente.
Ironico.
Drammatico.
Unico nel suo genere.
Si ride e ci si commuove.
Offuscato da “La vita è bella” di Benigni (bel film, per carità), avrebbe sicuramente avuto più successo se fosse stato anche pubblicizzato allo stesso modo.
Lionel Abelanski (lo scemo del villaggio) è meraviglioso e struggente nella sua semplicità.
Rufus (il gerarca ricavato) ha una mimica eccezionale per il ruolo che, suo malgrado, gli è stato impartito dagli abitanti del villaggio per il viaggio sul treno. 
Questi sono solo due dei tanti protagonisti che sarebbero da elogiare; un cast eccezionale.
Per rendere questa pellicola indimenticabile c’è poi la colonna sonora di Goran Bregović (un mito).
Uno dei pochi film perfetti!
Uno dei miei preferiti.
Uno di quelli che non puoi assolutamente perdere.
Uno dei pochi film che emoziona.
Uno dei pochi a cui ho dato 10!
VEDETELO!
Ad maiora! 

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