Recensione su Vi presento Toni Erdmann

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Siamo sempre alla stagista / 6 maggio 2017 in Vi presento Toni Erdmann

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Winfried è questo signore, di musica insegnante (in pensione?), con movenze da Frankenstein (il mostro di, non lo scienziato) che in un’esistenza bizzarra si muove, scherzando tuttettutti. Il fattorino, gli amici, il cane cieco e semimorto, la madre, la moglie, perché ha il dono della levità e buttar fuori sa l’eccentricità che pare gorgogliargli dentro. Gira sempre con denti finti nel taschino, non si sa mai, e col cuscino per scoreggiare – l’occasione, arriva. Passa da casa la figlia Ines, che è fery teteska, donna d’affari e insomma, si vede proprio che sto padre cazzaro non lo deglutisce. Va detto che lui sembra proprio scemo, un paio d’ore va bene ma a crescere con uno matto così intorno probabilmente durante l’adolescenza lo vuoi uccidere O_O
Ma son tempi andati, nowadays she’s a consultant, inviata in Romania dalla sua azienda di consulenza per licenziare persone. La contemporaneità è fatta di consulenti, e superfici lucide e levigate, schermi, meeting. Winfried raggiunge Ines, la trova immersa nel lavoro, aka prostrarsi prono o supinamente ai cliente (depending dalle richieste) e a condurre una vita triste, lavorolavorolavoro + vizi esagerati momentanei. Rimbalzato via dal di lei rigore e anaffettività, ri-compare nelle vesti del titolo, ovviamente coi denti e un parruccone unbelievable, per riportarla all’umanità e toglierla dalle grinfie del turbocapitalismo. Salvarla. Perché, intorno alla storia del recupero di un rapporto filiale perso, quello viene messo a nudo, le opposizioni natura/cultura, ricchi/poveri, i muri che in Europa ci son già per dividere i quartieri bene/male, con manager stranieri che sfrecciano in macchine sbarluccicose tra strade sterrate e baracche dove vivono gli operai che licenzieranno. E che dire del mondo della consulenza, così agghiacciante e deserto nell’animo O_O dove ho visto cose che ho visto cose che ho visto cose che, e forse anche io sono così? I guess, ma non si può mai dire.
Alla fine, tra feste per fighetti con l’improponibile Toni Erdmann, che inventa identità a ripetizione, e canzoni in casa di sconosciuti, il muro cade, e a nudo sono tutti i personaggi nella festa di compleanno (che gnocca l’assist… no vabbè te lo immaginavi). Anche se dopo dopo la scena del costume tradizionale bulgaro qualsiasi, qualsiasi finale degno non ha più senso! Notare che anche il nudismo è qualcosa di molto tetesko, e che il tuo stipendio non vale niente come dicono i Ministri.
Pare che ci toccherà il remake ammmerigano con Jack Nicholson.

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