Recensione su The Tomorrow Series: Il domani che verrà

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Il domani che verrà / 30 Marzo 2012 in The Tomorrow Series: Il domani che verrà

Il domani che verrà è un film tratto dal primo libro di una serie che ne conta sette e che nel paese d’origine, l’Australia, e in America ha venduto milioni di copie.
Le premesse sono interessanti. La storia è quella di un gruppo di ragazzi australiani che decide di partire un week end per fare campeggio in qualche posto sperduto. Al ritorno dalla loro piccola vacanza, trovano le proprie case abbandonate. Cercando di capire cosa sta succedendo, scoprono che la città è stata occupata da una potenza straniera che ne ha catturato gli abitanti.
Forse il plot non si presenta come uno dei più originali ma, se ben sviluppato, avrebbe potuto costituire comunque la base per un bel film. In realtà, il film non risulta molto approfondito, a partire dai personaggi, che in alcuni casi sono poco caratterizzati e pesantemente stereotipati a cui è veramente difficile affezionarsi e quindi diventa difficile anche provare emozioni per le vicende che li coinvolgeranno. In secondo luogo, tutto il contorno della storia, viene largamente tralasciato. Non si capisce chi siano questi invasori o perché abbiano invaso il paese, anche se ad un certo punto in un comunicato radio si sente parlare di una qualche esplosione demografica che avrebbe reso indispensabile invadere l’Australia e, per quanto riguarda gli occupanti, i militari che si vedono hanno tutti tratti asiatici. Ma per il resto, il tutto è lasciato all’immaginazione dello spettatore.
Bisogna però anche dire che il film è in realtà un lungo flashback, il racconto di quello che è accaduto visto dagli occhi di Ellie, una delle ragazze del gruppo che ne diventa poi leader carismatico. Seguendo il suo punto di vista è anche plausibile che ci siano grosse lacune sul contorno della vicenda in quanto non vissuto da lei e dai suoi amici. E bisogna anche aggiungere che è presumibile che molte domande rimaste irrisolte potrebbero trovare risposta nei seguiti (?).
Eppure l’inizio lasciava ben sperare. ragazzi che si divertono e iniziano a instaurare i primi rapporti un po più stretti tra di loro, i primi amori… e poi la scoperta della scomparsa di tutti quelli che erano rimasti a casa. L’essere catapultati in una nuova realtà, una realtà adulta verso cui si avviavano con entusiasmo ma che gli è piombata addosso nella maniera più terribile. La perdita dell’innocenza e del futuro sempre sognato e immaginato nel momento in cui l’unica opzione resta imbracciare le armi. Proprio a questo punto, il film diventa un classico film d’azione con esplosioni ed inseguimenti, e ragazzi che si trasformano in eroi. I personaggi subiscono anche una recitazione non molto convincente che rende poco la caratterizzazione di personaggi che sembrano avere dei tratti interessanti ma con cui lo spettatore non riesce ad entrare in sintonia e, come dicevamo, per cui non riesce a provare tristezza o qualsiasi altra cosa.
Insomma un film che poteva abbandonarsi e andare affondo su tematiche interessanti e che finisce con l’essere un film sicuramente molto apprezzabile per un pubblico di teenager ma che lascia insoddisfatto il pubblico un po più maturo che si aspettava un approfondimento psicologico e più contorno alla storia e soprattutto atmosfere più emozionanti e coinvolgenti, cose di cui si sente pesantemente la mancanza tanto che si fatica a sentire il clima di tensione.
Rimane però la curiosità di leggere i libri.

1 commento

  1. Pier Luigi Molle / 2 Aprile 2017

    Ho letto il libro, prima di vedere il film, e sebbene somigli un tantino troppo all’americano “Alba rossa” del 1984 e del suo recente remaker, mi è piaciuto. Intanto, è una buona trasposizione filmica del romanzo originale, cosa rara, nel panorama cinematografico, ed inoltre il fatto che gli invasori dell’Australia siano in qualche modo indefinibili, quasi alieni, anche se chiaramente asiatici, trasmette un senso di inquietudine abbastanza profondo (il pericolo giallo!).

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