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Recensione su Tombstone

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Justice is coming / 9 maggio 2015 in Tombstone

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La vera storia dello sceriffo Wyatt Earp (Kurt Russell), dei suoi fratelli Virgil e Morgan (Sam Elliott e Bill Paxton) e del suo amico John Henry Holliday detto ‘Doc’, un giocatore d’azzardo ex-dentista rovinato dall’alcol e dalla tubercolosi. Il 26 ottobre 1881, al recinto dell’O.K. Corral, a Tombstone (Arizona), affrontarono e sconfissero la banda dei “cowboys”, fuorilegge, ladri di bestiame ed assassini, nella più celebre sparatoria dell’epopea western.
Lo stesso Earp, prima di morire, nel 1929, lasciò le sue memorie al biografo Stuart N. Lake, il quale, confrontandole con altre testimonianze e coi giornali dell’epoca, trasse il libro ‘Wyatt Earp: Frontier Marshal’, pubblicato in Italia una sola volta (‘Lo Sceriffo di Ferro’, Longanesi 1976): io stesso ne custodisco, religiosamente, una rarissima copia.
Il libro a sua volta ispirò dozzine di film, tra i più celebri Sfida Infernale (di John Ford con Henry Fonda e Victor Mature, 1946) e Sfida all’O.K. Corral (di John Sturges con Burt Lancaster e Kirk Douglas, 1956).
Ma, con tutto il rispetto per i classici,io ho sempre considerato Tombstone la versione migliore e definitiva della leggenda, con una trama molto più precisa nella ricostruzione dei fatti, ma al tempo stesso altamente spettacolare, con momenti da antologia ed un cast tecnico ed artistico da vero e proprio kolossal.

Certo, il film non è privo di pecche: i dialoghi da duri e dannati suonano triti e ritriti, le scene d’azione copiano Sam Peckinpah (la camminata degli eroi verso lo scontro decisivo come nel ‘Mucchio Selvaggio’) e Sergio Leone (lunghi primi piani e sparatorie fulminee), e il finale, che più lieto non si può, stona con tanta crudezza precedente. Eppure anche questi difetti ingranano alla perfezione, ed il film acquista una forza epica e trascinante che ‘Il Gladiatore’ manco se la sogna. Un po’ perché, come si dice ‘un luogo comune fa ridere, cento tutti insieme commuovono’, un po’ perché i temi cardini del western, e cioè l’amicizia e la lotta degli uomini onesti per la pace e il progresso, che negli altri western vengono accennati come sottotraccia, qua vengono esaltati al massimo, e un po’ anche per la scelta di uno splendore formale davvero notevole.
Dimenticate le tonalità color seppia, gli abiti sgualciti e gli interni polverosi dei western di una volta: Tombstone è tutto un fiorire d i tramonti infuocati, epiche cavalcate, arredamenti d’epoca, luci dorate, pistole scintillanti, completi neri alternati ad altri sgargianti’ Insomma, sarà pure cinema fuori moda, superficiale, un semplice esercizio di stile, ma che stile vien da dire in ogni caso, e che sfoggio di bravura nel suo manierismo. E poi dove sta scritto che il manierismo debba essere sempre per forza un difetto, se il risultato finale ti entusiasma, ti commuove e ti fa fare il tifo per i buoni come accade solo coi migliori film hollywoodiani ?

La sceneggiatura è di Kevin Jarre (Oscar per Glory-Uomini di Gloria), producono Buzz Feitshans (Conan il Barbaro), Andrew G. Vanja (Terminator, Atto di Forza), James Jacks & Sean Daniel (La Mummia), il direttore della fotografia è il veterano William A. Fraker (vedi Bullitt, con Steve McQueen), il montaggio è di Frank J. Urioste (Robocop, Die Hard), le scenografie di Catherine Hardwicke (poi purtroppo regista di Twilight), i costumi di Joseph Porro (Independence Day, Pallottole Cinesi), e le musiche di Bruce Broughton (Silverado, JAG-Avvocati in Divisa).
A dirigere il tutto fu chiamato inizialmente John Carpenter (che aveva già diretto Russell in capolavori come 1997:Fuga da New York, La Cosa e Grosso Guaio a Chinatown), ma purtroppo non se ne fece nulla. La regia passò allora allo stesso Jarre,il quale fu licenziato dopo il rifiuto di accorciare la propria sceneggiatura. Alla fine il film è stato ufficialmente firmato dal buon mestierante George Pan Cosmatos (Cobra, Rambo II), ma in realtà fu diretto al 90% dallo stesso Kurt Russell che se la cavò egregiamente.

Il cast poi è una continua sorpresa. Val Kilmer, nel suo ruolo più istrionico (altro che il Jim Morrison di The Doors), è straordinario, e molti, tra cui Tom Hanks, avrebbero scommesso sull’Oscar come attore non protagonista (andato invece a Tommy Lee Jones per Il Fuggitivo), ma il più ingrugnato e meno appariscente Kurt Russell non gli è da meno e, con una recitazione asciutta e classica, ci regala il miglio Wyatt Earp mai visto sullo schermo: potente e terribile quando serve, ma con una vena di sottile umanità. Anzi, Kurt Russell non interpreta Wyatt Earp, È Wyatt Earp! Confrontate le foto dell’epoca: stessi baffi, stessi occhietti piccoli e rapaci, siamo quasi alla clonazione’
Memorabile anche Michael Biehn, il Kyle Reese di Terminator e Caporale Hicks di Aliens, che qui è lo psicopatico Johnny Ringo. Tra le fila dei cattivi troviamo anche Stephen Lang (il colonnello Quaritch di Avatar) e Thomas Haden Church (l’Uomo Sabbia di Spider-Man 3) nei panni dei fratelli Ike e Billy Clanton, Powers Boothe (Ricercati, Ufficialmente Morti) in quelli di Curly Bill Brocius, Michael Rooker (Henry Pioggia di Sangue, Cliffhanger) in quelli di Sherman McMasters, e Robert Burke (Robocop 3) in quelli di Frank McLaury.
Billy Zane (il cattivo di Titanic) è Mr. Fabian, capocomico di una compagnia teatrale giunta a Tombstone, Dana Delaney (voce di Lois Lane nelle versioni animate di Superman, e recentemente in Desperate Housewives) è Josephine Marcus, l’attrice che ruberà il cuore a Wyatt.
Il veterano Harry Carey Jr. (Sentieri Selvaggi) è lo sceriffo Fred White, Terry O’Quinn (il John Locke di Lost) è il sindaco Clum.
Irriconoscibili, in particine di contorno, Jason Priestley , il Brandon di Beverly Hills 90210, qui con pizzetto, occhiali tondi e bombetta (è il vicesceriffo Billy Breckenridge) e il futuro premio Oscar Billy Bob Thornton (è Johnny Tyler, il balordo che Wyatt caccia dal saloon Oriental).
Dulcis in fundo, il grande Charlton Heston è l’allevatore Henry Hooker, mentre la voce narrante è di Robert Mitchum (doppiato in italiano dal sempre valido Ferruccio Amendola).

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