Recensione su Tokyo Gore Police

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Tokyo Gore Police, la fantasia di Nishimura al comando / 9 ottobre 2015 in Tokyo Gore Police

Tra mutazioni genetiche assolutamente fuori di testa e armi che non lasciano il minimo spazio al concetto di razionalità, Nishimura porta lo spettatore in una Tokyo futurista malata fino al midollo. La città descritta dal regista nipponico è ridotta a un teatro per una feroce lotta tra una criminalità nociva, composta da psicopatici in grado di trasformare il loro corpo in armi di tutti i tipi, e un corpo di polizia meno immacolato di quello che vuole superficialmente far sembrare.
Non è però la trama piuttosto “fumettosa” a spiccare in questo lungometraggio, bensì è la sconfinata fantasia che accompagna tutte le sequenze del film. Come un buon splatter che si rispetti, la presenza di sangue sullo schermo è continua e massiccia, ma qui è anche sorretta da situazioni che sfociano spesso e volentieri in un surrealismo forte, spesso anche gratuito.
Ne esce fuori un prodotto sicuramente fuori dagli schemi, ma comunque piacevole e divertente da seguire. Anche se è presente una certa critica all’abuso di potere delle forze dell’ordine e al sistema di giustizia, Tokyo Gore Police si pone visibilmente l’obiettivo di intrattenere lo spettatore per tutta la sua durata.

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