Recensione su Togo

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Una lezione di storia / 5 Aprile 2020 in Togo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tutti conoscono Balto ma pochi conoscono Togo, compreso me. Questo film è un’interessante ed emozionante lezione di storia che ci insegna che c’è sempre qualcosa da imparare, soprattutto dagli animali e il loro cuore gentile.
Togo narra la storia di Leonhard Seppala, un addestratore di Husky siberiani che intraprende un lungo viaggio insieme ai suoi cani da slitta per recuperare un siero contro la difterite necessario per curare i malati di un piccolo paesino dell’Alaska.
Ma Togo è anche la storia di un cane, il cane che dà il titolo al film. Togo è un cucciolo di cane Husky siberiano molto difficile, ingestibile e vivace, una piccola peste a quattro zampe, che ben presto si affezionerà al suo padrone che l’ha sempre visto come un guaio, creando così un legame forte e inaspettato. È lui il vero eroe di questa staffetta a cui parteciparono 20 musher (guidatori di cani da slitta) con i loro cani, 19 dei quali percorsero in media 50 km ciascuno, ma solo uno di questi 20 ne percorse più di 400: Seppala con i suoi cani da slitta guidati dal leader Togo.
Di questa staffetta si celebrerà e si ricorderà soltanto uno solo di questi cani, quello che condusse l’ultima slitta: il celebre Balto. Nessuno si ricorderà di Togo, eccetto le persone che gli sono stati vicini e l’hanno amato fino all’ultimo dei suoi giorni. Ma in fondo un cane, animale umile e semplice, non ambisce ad altro perché fama, successo, potere e ambizione sono difetti prettamente rilegati al genere umano.

Una lezione di storia e d’amore animale che ho apprezzato molto, che mi ha fatto emozionare e ridimensionare il mito di Balto, conoscendo un nuovo eroe a quattro zampe: Togo.

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