Recensione su Il buio oltre la siepe

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7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Nell’Alabama del 1932 l’avvocato Atticus Finch, vedovo, conduce con I figli Jem e Scout una vita tranquilla nel sonnacchioso paesino in cui vive.Di riflesso, anche la vita dei due bambini è tranquilla e serena, scandita soprattutto dai loro giochi. Un giorno un uomo di colore, Tom Robinson, viene accusato di aver violentato una giovane donna bianca, e al processo la difesa viene affidata ad Atticus, che dovrà scontrarsi col clima di odio razziale che pervade il paese…

Tratto dall’omonimo romanzo(1960) di Harper Lee, vincitore del premio Pulitzer,è uno dei più bei film ( e romanzi) contro il razzismo. Razzismo che qui è trattato in duplice tema, con due diversi di diverso tipo(consentitemi questa espressione): c’è il “diverso” Boo Radley, un uomo che da anni vive rinchiuso in casa e che tutti per questo temono(senza che abbia mai fatto alcunché di male!), e c’è il “diverso” Tom Robinson, diverso perché di colore, e per questo vittima prescelta della malignità e meschineria di alcuni abitanti .La drammatica vicenda è tutta filtrata attraverso il personaggio di Scout, la figlia del protagonista, una specie di Pippi Calzelunghe ante litteram, che con i suoi pensieri e i suoi occhi di bambina costituisce la voce narrante della storia. Mattatore del film è comunque Gregory Peck nel ruolo(uno dei suoi più famosi, per il quale vinse anche il premio Oscar come migliore attore) di Atticus, un avvocato serio e giusto, un eroe buono di vecchio stampo, simbolo dell’americano medio onesto e integerrimo. Il personaggio è davvero bello, correva il rischio di diventare noioso ma non è stato così né nel romanzo né tantomeno nel film. Atticus è un uomo integerrimo ma anche umano, come si vede in varie scene, prende molto a cuore il caso di Tom Robinson anche umanamente.La scelta dell’attore fu approvata anche dall’autrice del romanzo.
Anche gli altri interpreti sono perfettamente aderenti ai loro personaggi, a cominciare dall’esordiente Robert Duvall nei panni dell’incompreso eremita vicino di casa, su cui i bambini- in modo innocente- e gli adulti- in modo colpevole- proiettano le loro fantasie e paure, e che alla fine si rivelerà il nemico meno pericoloso che il paesino possa avere…
La regia asciutta e senza compiacimenti e il bianco e nero classico e duro allo stesso tempo aiutano lo spettatore a essere partecipe di una storia che alterna momenti drammatici a momenti divertenti, con personaggi caratterizzati in modo fine e interessante.
Nel 1963 il film vinse tre premi Oscar ( su otto nomination): miglior attore protagonista (Gregory Peck), miglior sceneggiatura non originale miglior scenografia.
Ottenne anche numerosi altri premi: 3 Golden globe, il David di Donatello come migliore attore straniero a Gregory Peck, il quale vinse anche il premio Gary Cooper come miglior attore al Festival di Cannes.
L’American Film Institute ha giudicato il personaggio di Atticus Finch, interpretato da Gregory Peck, come il più grande eroe cinematografico del 20° secolo. L’AFI ha anche nominato il film al 2° posto nella lista AFI’s 100 Years… 100 Cheers, dietro La vita meravigliosa, nonché al 34° posto nella lista dei più grandi film americani di tutti i tempi.
Nel 1995 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

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