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Corda tesa: thriller deludente / 1 giugno 2015 in Corda tesa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Thriller terribile, scritto davvero male, senza la minima caratterizzazione, né un accenno di approfondimento del carattere dei personaggi, cosa abbastanza necessaria in un film che verte sulle azioni di un serial killer che, tra l’altro, pare volersi vendicare dell’eroe.

Ciò che delude maggiormente, però, oltre alla banalità degli sviluppi e all’assenza di complessità nello svolgimento delle indagini, è la pressoché totale assenza di consequenzialità nelle azioni del protagonista, Block (Eastwood), che, pur sembrando un uomo tutto d’un pezzo in cui appaiono saltuariamente delle brecce legate alla fine del suo matrimonio, cede improvvisamente alle lusinghe degli amori mercenari, ma senza provare apparentemente alcunché, né quando capitola, né prima, né dopo: insomma, non mostra alcun turbamento tangibile ad eccezione di qualche ubriacatura alcolica casalinga, peraltro slegata da queste nuove abitudini. Intendo dire che il personaggio sta teoricamente abbruttendosi, ma ciò non è assolutamente esplicitato, perché Block sembra sempre e comunque un brav’uomo, dolce con le figlie, dedito all’accoglimento di cani randagi nella propria casa, puntuale sul lavoro, concentrato sul caso. Il che genera confusione ed incertezza nello spettatore che fatica ad inquadrare le sue azioni ed i suoi sentimenti.

Il modus operandi del killer (visibile fin dalla prima sequenza, in maniera assolutamente superflua) è banale e non completamente motivato: non risulta chiaro, per esempio, perché, a differenza delle altre, la prima prostituta visitata da Block non venga uccisa, benché il killer faccia un salto a casa sua, sottraendo dall’appartamento la cravatta dimenticata lì dal poliziotto. E l’uso delle maschere?
Il finale, poi, è davvero ridicolo, con Clint che rotola via dai binari ferroviari dove si stava dibattendo con il killer portandosi via il moncherino di un braccio dell’assassino stretto intorno al collo, neanche fosse un arto bionico di Terminator.
E, di certo, il film non offre un buon servizio al movimento di sensibilizzazione ed educazione all’autodifesa femminile, dato che l’attivista impegnata nei corsi fallisce miseramente quando viene aggredita.
Al limite dell’horror involontario, la scena in cui vengono scoperti i cadaveri di un paio dei cani di casa e, soprattutto, della babysitter, chiusa dentro il forno.

Bocciato.

Nota: una delle due figlie di Block è interpretata da Allison, figlia di Eastwood. Anni dopo, ormai adulta, avrebbe partecipato ad un altro film, stavolta diretto dal padre, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, ambientato ancora in una città del profondo Sud, tra cultura creola e riti vudù, non più New Orleans, ma Savannah.

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