Recensione su Tre manifesti a Ebbing, Missouri

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Una commedia elettrizzante, in bilico fra il tragicomico e il demenziale. / 10 gennaio 2018 in Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Pellicola che del black humor ne fa un proprio stendardo, nonché uno strumento per alleggerirne i contenuti.
L’opera di Martin McDonagh sembra quasi uscire dalla fucina di pensieri dei fratelli Coen ( a caso, la protagonista principale, la McDormand, è la moglie di uno dei suddetti ).
Una commedia elettrizzante, in bilico fra il tragicomico e il demenziale.
La sceneggiatura, solida, costellata da una dialettica dissacrante e spregiudicata, inondata da un umorismo nero forse troppo yankee, ma arguto e tagliente, trova nella prima parte terreno fertile per i suoi caratteristi ( Frances McDormand e Sam Rockwell su tutti ), che delineano con la loro brillante interpretazione la foggia narrativa del film.
Nel proseguo, però, la trama, sembra quasi ripiegarsi su se stessa, come se non avesse una direzione precisa, cogitando perlopiù un’evoluzione insita e latente dei personaggi, in una società faziosa e insofferente, le cui idiosincrasie rappresentano la dura e coriacea scorza di un finto perbenismo.

6 commenti

  1. Stefania / 10 gennaio 2018

    Eh beh, inutile dirti che aspetto questo film come se fosse Natale 🙂
    è curioso che l’umorismo nero suoni “yankee”, dato che McDonagh, anche autore della sceneggiatura, è britannico: probabilmente, ha assorbito bene qualche lezione cinematografica d’oltreoceano (i Coen?).

    • inchiostro nero / 10 gennaio 2018

      @stefania: effettivamente è proprio ciò che penso. Però ( c’è sempre un però ), è solo una mia impressione. Forse ho scorto troppo i Coen per poter esprimere un’opinione imparziale. Per tirare le somme dovrò attendere i tuoi ed altri responsi.

  2. paolodelventosoest / 17 gennaio 2018

    Secondo me il tocco irish di McDonagh, bello scorretto, si sente. Certo, non è un vero indipendente (12 mln di $ insomma non son bruscolini…) ma si comporta da tale 🙂 La McDormand qui è MONUMENTALE, riesce perfino a superare sè stessa con la meravigliosa interpretazione che diede in Fargo. Oscar già assicurato.

    • inchiostro nero / 17 gennaio 2018

      Concordo sulla McDonagh, stratosferica, però non sarei così sicuro su una sua scontata vittoria agli oscar.
      L’interpretazione di Saoirse Ronan in Lady Bird è magistrale, e contando il fatto che la pellicola in questione sta mietendo successi ovunque, non mi sorprenderebbe un suo eventuale trionfo. Per non parlare di Sally Hawkins, praticamente perfetta in The Shape of Water, che molto probabilmente vincerà la statuetta per il miglior film ( la regia andrà sicuramente a Nolan ), e questo potrebbe spingere la sua candidatura. E’ una dura lotta in questa edizione!

  3. thegame / 18 gennaio 2018

    McDormand eccezionale davvero.

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