Recensione su Thor

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il vichingo di Branagh / 2 maggio 2011 in Thor

Dopo una lunga attesa, finalmente ho avuto la possibilità di vedere “Thor”, la nuova trasposizione di un fumetto Marvel che, fin da piccolo, mi aveva coinvolto (sarà perchè mi piacevano i Vichinghi, sarà perchè ricordava He-Man, un cartone che guardavo tutti i giorni). In questo caso, a maggior ragione ne ero incuriosito perchè al timone è stato piazzato Kenneth Branagh, il regista che più di tutti ha saputo interpretare Shakespeare e che ha avuto il merito di portarlo al cinema. Da “Hamlet”, a “Come Vi piace” a “Pene d’amor perduto”, a “Molto rumore per nulla” e “Othello” per citare solo i maggiori, Kenneth Branagh ha saputo trasporre il teatro di Shakespeare sul grande schermo, conferendogli fascino e contestualizzandolo in età storiche anche differenti, senza per questo adulterarne il gusto.
E’ naturale che il suo approccio ad un blockbuster ispirato ad un fumetto Marvel abbia riscosso interesse. E Branagh si è dimostrato all’altezza, dirigendo magistralmente un film di ottima fattura, con una scenografia eccezionale (la ricostruzione del regno ultraterreno di Asgard è di grande impatto), una buona storia e dei bravi interpreti (oltre ad una bellissima Natalie Portman, il vichingo Chris Hemsworth, al suo primo ruolo importante, si dimostra all’altezza).
Thor è l’invincibile figlio di Odino che, per la sua arroganza e superbia verrà condannato all’esilio sulla terra, dove l’amore di una ragazza ed i nuovi rapporti d’amicizia intessuti con gli umani gli faranno capire che l’irruenza e la violenza portano a guerre e sofferenze che un re non può deliberatamente cercare. Forte di questa lezione dovrà combattere per preservare il suo Regno dalle mire del fratello Loki.
La sceneggiatura è viva ed interessante ed il conflitto con il fratello è reso in maniera credibile, quasi da tragedia, il che dà un certo fascino all’insieme.
Unici difetti, un 3D che oscura troppo la pellicola ed un “distruttore” forse un pò troppo simile al gigante di “Ultimatum alla Terra”. Piccolezze e venialità che non oscurano un buon film.
Altra punto divertente è vedere che gli appassionati tengono botta in sala, aspettando il frammento finale, dopo svariati minuti di titoli di coda, che inevitabilmente allude all’imminente “The Avengers”, che riconduce tutti i supereroi all’unità.

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