Recensione su Il fuorilegge

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Veronica Lake in gran spolvero / 21 aprile 2017 in Il fuorilegge

Il Fuorilegge è un noir dimenticato, con una splendida Veronica Lake – la vera femme fatale dei thriller in bianco e nero.
Tanti intrecci in un film eccessivamente breve, che talvolta dà la sensazione di scadere un po’ nella banalità, non riuscendo a risultare abbastanza intrigante per sollecitare l’interesse dello spettatore.
Ciò che maggiormente attrae del film è l’irresistibile Ellen, seducente “maga” cabarettista e collaboratrice della polizia, aggrovigliata nei fili narrativi che si dipaneranno gradualmente nel corso del film. Io sono trasalito a vederla apparire durante il provino dello spettacolo, ricoperta di pelle nera, cantando ed eseguendo trucchi di magia.
La figura del killer solitario, freddo e cinico diverrà prototipo del personaggio che andrà ad interpretare Deloin in Le Samourai – indecorosamente tradotto in italiano come “Frank Costello: faccia d’angelo” -, omaggiato nella pellicola francese col medesimo abbigliamento portato qui in scena da Alan Ladd.
Il film è macchiato anche da alcune componenti B-movie, relativo ad una misteriosa formula chimica e al circolo di scienziati, tra cui spicca una cariatide su una fantascientifica sedia a rotelle.

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