Recensione su La vita futura

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20 agosto 2015

Film tratto dal romanzo di H.G. Wells “The shape of things to come”, dove lo scrittore riversa tutta la sua ideologia e la sua visione utopica del futuro: uno stato mondiale socialista governato da un’élite tecnocratica le cui parole d’ordine siano efficienza, semplicità e sistema nella scienza al servizio della società.
Prodotto con l’ausilio dello stesso scrittore, il film, visto che l’industria cinematografica era parte integrante del sistema capitalista, l’attacco al capitalismo che è il fulcro del romanzo è omesso, così come quello alla chiesa. Nonostante ciò il film rimane un classico della fantascienza, anche se ha avuto più successo di critica che di pubblico.
Viene spesso accostato all’altro grande capolavoro della fantascienza dell’epoca, cioè Metropolis (1926). Nonostante il film di Lang presenti una società capitalista, con lavoratori schiavi e una classe dominante che vive nel lusso, Wells odiava questo film perché presentava le macchine come disumanizzanti ed il messaggio finale era improntato verso la riconciliazione fra padroni e classe operaia, invece che verso la ribellione totale dei secondi verso i primi.

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