Recensione su The Wolf of Wall Street

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Eccessivo e fuorviante… / 11 marzo 2014 in The Wolf of Wall Street

Non sono un Fan sfegatato di Scorsese, di cui amo qualche titolo, ma che trovo nel complesso sopravalutato.
Purtroppo il rimando a Wall Street (Oliver Stone) nel titolo mi aveva preparato ad un film con un minimo di spessore e cultura finanziaria, invece è stato solo un mezzuccio per intortare più “beoti” La finanza ed il mondo che vi ruota attorno poco o nulla hanno a che fare con questo film, eccessivo sotto tutti i punti di vista. Il regista denota una fastidiosa ossessione per i coiti orali di cui infarcisce ogni spazio libero, ogni frase è a turpiloquio libero, mentre ogni broker per essere tale e di successo deve pippare almeno 5 gr. di coca al giorno, insomma una marea di luoghi comuni portati all’ eccesso oltre ogni ragionevole limite. Tre ore quasi di film quando ne sarebbero bastate molte meno, purtroppo a certi registi si perdona tutto, ed andare contro corrente risulta difficile, molto meglio accodarsi con giudizi mirabolanti, avevdo come pietra di paragone il nulla siderale. Fortunatamente tra un anno nessuno si ricorderà più di quest’opera, con buona pace di Di Caprio bravino ma nulla di eccezionale nella fattispecie molto ma molto più meritevole per altre performance.
Colgo l’occasione per consigliarVi : A 1 km. da Wall Street film sviluppato con pochi mezzi, ma dai contenuti e dalla trama sicuramente più veritieri.

8 commenti

  1. Bisturi / 11 marzo 2014

    Fortunatamente ed anche in molto meno di un anno nessuno si ricorderà neanche di questo sproloquio molto poco oggettivo chiamato recensione. Se ora diamo del sopravvalutato anche a Scorsese possiamo andare tutti a casa, abbassare le serrande e spegnere le luci.

  2. morris59 / 11 marzo 2014

    … non è oggettivo perché non è allineato alle sue idee ???
    Nulla nel cinema e nell’arte è oggettivo, la Gioconda è una icona di Leonardo, ma nello stesso tempo un banale ritratto d’epoca, la Cappella Sistina è universalmente riconosciuta “Capolavoro”… Io ho espresso liberamente il mio punto di vista, se deve essere vagliato precedentemente o essere allineato al “pensiero comune” mi avvisi che ne terrò conto in futuro…

    • Bisturi / 11 marzo 2014

      Il mio commento è dettato più dal fatto che nella sua rcensione ha dato del sopravvalutato a Scorsese, non tanto perche non ha trovato interessante l’opera in sè. Scorsese oggettivamente parlando è un regista con i contro tutti, se si dà del sopravvalutato al regista di Main Street, Taxi Drivers, Toro Scatenato, Fuori Orario, L’ultima tentazione di Cristo, Quei Bravi Ragazzi, Casinò ecc. beh non saprei proprio come instaurare un dibbattito. Oggi si dà del “sopravvalutato” con troppa facilità, la nostra mente è labile, non recepisce e tende a dimenticare e a rimmuovere troppo in fretta.

  3. Unospettatorequalunque / 11 marzo 2014

    Martin Scorsese “sopravvalutato” mi mancava….

  4. alex10 / 11 marzo 2014

    No dai, è come dire che il cinema è un arte sopravvalutata.
    Non ha alcun senso.

  5. morris59 / 12 marzo 2014

    …. chiedo scusa credo di essermi espresso male, pur non amando particolarmente in toto i lavori di Scorsese ci sono opere che adoro e considero vere pietre miliari della storia del cinema, il mio “sopravvalutato” era per rimarcare la bonarietà e l’indulgenza che spesso si usano nel valutare le opere di taluni registi. Chiediamoci cosa avremmo affermato se questa fosse stata l’opera prima di un illustre sconosciuto regista magari Turco… la valutazione sarebbe stata la stessa ? … non credo…
    Io pur avendo delle spiccate simpatie verso alcuni registi Eastwood, Stone, Allen, Almodovar, Tarantino , cerco di giudicare un film come opera a se stante, cercando di non farmi influenzare dal curriculum, dalla provenienza o dallo schieramento politico dell’autore.

    • Bisturi / 12 marzo 2014

      Ma questo è il solito processo alle intenzioni. Se questo fosse, se quella fosse, io non la vedo così. A parte che The Wolf lo ritengo un film mirabolante, grottesco, che espone un mondo costellato di stranezze ed esagerzioni orgiastiche, usando l’eccesso stesso. In molti non lo hanno capito ma esiste un nome (genere) per descrivere questo gran film del buon Martin, ed è ‘grottesco’. Questo è per me il miglior film di Scorsese dai tempi di Casinò, potente e cinematograficamente ineccepibile. Un altro regista, probabilmente, e specie al suo esordio, dubito avrebbe fatto un film del genere, coraggioso, politacally incorrect, spietatatamente sardonico, decadente e così mordace.

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