Recensione su The Wolf of Wall Street

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15 marzo 2014

bello, ma eccessivo. nella durata in primis, alla lunga tre ore di cazzeggi tra droghe e mignotte annoiano un po’. ammetto, pur non amandolo, che di caprio è stato davvero notevole nella sua interpretazione del protagonista jordan belfort, e confermo l’ottima impressione avuta sul comprimario jonah hill ai tempi di moneyball, davvero una spalla grandiosa, con una fisicità strabordante ma al contempo leggera che mi ricorda a tratti il caro vecchio john goodman. la storia (vera) è un frullato new edition di quei bravi ragazzi e casinò per storture morali, fisiche ed economiche ma non riesce, nonostante tutto, a raggiungere le stesse vette di grandezza, anche per una grossa mancanza in termini di colonna sonora (mi trovo d’accordo su questo con @stefania che prima di me ha sottolineato, giustamente, questa lacuna). scorsese sceglie addirittura di ripetere il giochetto del protagonista voce narrante che trascina lo spettatore nel suo mondo, offrendo la sua visione della vicenda e calandolo, volutamente, nel suo inferno personale travestito da paradiso in terra. nonostante questo, forse ci si sentiva più vicini a ray liotta in “quei bravi ragazzi” o a robert de niro in “casinò”, azzardo: la carica di ironia è eccessiva anch’essa, in questo lupo di wall street, rendendo il protagonista un simpatico buffone in più di un’occasione ma allontanando lo spettatore dal coinvolgimento e (oso) dal giudizio morale che, in un film come questo, forse sarebbe bene non perdere di vista. magari, dare maggiore spazio alle conseguenze sul mondo dei comuni mortali del perseguire certi stili di vita avrebbe giovato, ma se scegliamo di dare ascolto a jordan belfort, è pur vero che dei poveracci all’altro capo del telefono c’importa ‘na sega.

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