Recensione su The Wolf of Wall Street

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Quello che rimane… / 21 Gennaio 2014 in The Wolf of Wall Street

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il tema (tanto caro al regista) del percorso parabolico, quella rapida e ripida salita che porta inevitabilmente ad un’altrettanta inclinata discesa, raccontato con tanto di voce fuori campo, fa di questa epopea contemporanea uno dei lavori più classici del cinema di Scorsese.
Ma siamo sicuri che questo sia un bene o che basti?
Personalmente non lo credo, perché in lavori del genere, al di là dell’aspetto prettamente visivo, delle tre ore di immagini che comunque passano veloci e senza annoiare, la quasi totale assenza di originalità nel racconto in quanto tale, toglie una delle cose più importanti: la capacità di narrare qualcosa che dia al film la possibilità di rimanere grande nel tempo, anziché lasciarlo così tanto fine a se stesso (colpa sopratutto di una sceneggiatura quasi immobile).
Tarantino (non si offende se lo tiriamo in ballo tranquilli), che amo, adoro ecc.. col suo ultimo film, credo abbia fatto la stessa cosa, anche se in modo diverso e di sicuro più riuscito: un’incredibile e sfavillante spettacolo per gli occhi, ma prevedibile, ripetitivo e scarso di mordente…
Alla fine di uno dei suoi romanzi, uno dei più estenuanti ma anche epici, Stephen King scriveva che la vita è una tal ruota che nessuno è capace di resistervi in piedi a lungo e sempre, alla fine, si torna allo stesso punto.
Ecco se c’è qualcosa che mi rimarrà di questo film è l’avermi ricordato quel libro.
A Di Caprio però qualcosa rimarrà di certo: l’Oscar, meritato!

6 commenti

  1. michidark / 21 Gennaio 2014

    Non ho capito. Cioè gli dai solo 6 perché non rimarrà grande nel tempo? Quindi cosa renderà grande nel tempo “Il lato positivo” (per me appena sufficiente) a cui hai dato 9?

  2. alex10 / 21 Gennaio 2014

    Più che altro trovo strano che tu ne abbia fatto sentenza, a priori, senza aver bisogno di specificare il perché non rimarrà nel tempo.
    Insomma, dire che DU non rimarrà nel tempo è opinabile, aldilà di ciò che io penso al riguardo. Tu invece lo decreti a priori.
    E poi, fondamentalmente, che vuol dire che non rimarrà nel tempo? Nulla! se ci pensi, sono i buoni film quelli che rimangono, oppure quelli che hanno fatto storia e sono entrati nella memoria collettiva (tipo rambo o rocky) e non credo che il dr.schultz e django non entreranno nella memoria collettiva. Però, detto questo, se fosse solo questo il “problema” che hai riscontrato nel film, troverei anomalo un abbassamento di voti così drastico, considerando che sono pochi quelli che rimangono scolpiti nella storia. Comunque, ci tengo a precisare, anche se è irrilevante, considerando il mio commento che non è diretto al film ma a te ad alla tua recensione, che questo film (e mi riferisco a the wolf) non l’ho ancora visto 😉 @Il_Foratto

    Mah…a volte non capisco, forse è colpa mia.

  3. Il / 21 Gennaio 2014

    Non credo di essere stato eccessivamente severo con il voto, dopotutto un 6 non è un voto scarso; probabilmente da un mostro sacro come Scorsese mi sarei aspettato di più che la “solita” storia alla sua maniera, godibile per carità, divertente, avvincente e tutto quello che volete. Ma perché parliamo con tanta riverenza di lui e dei suoi film? Io credo che se lo facciamo è perché le sue Opere, quelle che gli hanno dato la fama di cui gode, li ricordiamo come se li avessimo visti solo qualche ora fa, perché quelle scene sono scolpite con lo scalpello nelle nostre menti, avevano un qualcosa di epico; ecco, io in questo film non ho trovato nulla di questo o quantomeno non l’ho trovato come speravo.
    Michidark Il lato positivo è stato un film che ho amato dalla prima scena (e qui non posso farci nulla) proprio come scommetto tu avrai amato Only God Forgives, al di là del fatto che possa rimanere nel tempo…
    alex, è la mancanza di originalità che ho descritto nella mia umile e sicuramente imperfetta recensione ad avermi deluso, non a priori quindi, infine credo che sia impossibile generalizzare così quando si parla di film, alcuni rimangono eterni perché eccellenti, altri perché faranno la storia e questo film per quanto ben fatto, ricco e luccicante non è ne l’uno ne l’altro.

    • michidark / 22 Gennaio 2014

      Non volevo far polemiche sul voto, puoi dare il voto che vuoi, ci mancherebbe. Non avevo capito il motivo, o meglio non mi sembrava un’argomentazione a fuoco il fatto che il film “non diventerà grande nel tempo”. Per quanto riguarda Scorsese: nessuna riverenza, il film è oggettivamente realizzato bene. Insomma, 3 ore in cui non c’è un calo, è divertente e, soprattutto, vediamo un regista over 70 divertirsi come se fosse un ventenne. Scorsese si sbizzarrisce, utilizza tutti gli artifici narrativi possibili, tra monologhi in prima persona, pensieri ad alta voce, voce interiore, flashback/flashforward, mischia le carte in tavola (penso alla scena in cui DiCaprio torna in macchina strafatto), ironia a palate, toni leggeri che improvvisamente sfociano nel drammatico. Inoltre il film è dinamico all’ennesima potenza, non perde un colpo, si vede che Martin si è proprio divertito a girarlo.

      • Il / 22 Gennaio 2014

        Condivido appieno il fatto che il film sia fatto oggettivamente bene, ma arrivato ai titoli di coda purtroppo a me non è rimasto granché e quando un film fa così tanto per gli occhi e così poco per la mente per me è come se fosse incompleto e destinato ad essere dimenticato (ripeto per me e spero davvero di sbagliarmi a riguardo). Forse avrei anche potuto dare un sette per la maestria indubbia del “baraccone” creato a regola d’arte, ma la verità è che ho agito d’impulso tanto ero arrabbiato.
        Scorsese si sarà divertito sicuro, io mannaggia a me no. 😉

  4. Il / 21 Gennaio 2014

    Spero di essere stato più chiaro nel commento visto che nella recensione, a quanto pare, non è stato così 🙂

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