Recensione su Il vento

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Perché non l’ho visto prima? / 23 Aprile 2016 in Il vento

E perché voi non l’avete ancora visto? Bisogna rimediare, assolutamente. “Il vento” è un film di grande impatto, fortemente voluto dalla sua interprete principale, la regina del cinema muto Lillian Gish. Si tratta di un drammone in salsa western, il cui titolo, per quanto forse non particolarmente originale, è quanto mai azzeccato. E’ il vento, infatti, il protagonista assoluto.
Buona l’interpretazione degli attori, anche se un po’ “accentuata” dal fatto di dover rendere, senza le parole, il comportamento dei personaggi. Ho trovato la Gish particolarmente in forma, in una delle sue migliori performance (benché non ne abbia viste tantissime). La regia è efficace, Sjostrom – scelto dalla stessa attrice – riesce a giostrare bene i tempi per ogni scena e ci regala alcune inquadrature e scelte di ripresa piuttosto originali per l’epoca.
Il bianco e nero, sebbene non possa rendere l’effettiva natura che si dispiega davanti agli occhi degli inermi coloni, è efficace nel rendere la crudezza e soprattutto l’aridità del paesaggio in cui sono calati. La mancanza del sonoro contribuisce a rendere più pesante l’atmosfera, benché suggerisca – se possibile – di procurarsi una versione dotata di un valido accompagnamento sonoro, che secondo me qui è piuttosto rilevante nel ricreare le atmosfere.
“Il vento” è considerato un importante esponente del cinema muto e ne è, in un certo senso, l’araldo della fine, il suo canto del cigno, dal momento che in quegli anni stava irrompendo prepotentemente il sonoro nelle sale. A mio avviso, si tratta di una degna conclusione di un’era, di un valido rappresentante della categoria. Oltre a essere, forse, uno dei più significativi western dell’epoca del “silent film”. Attualmente, ha probabilmente scalzato “Cabiria” e “Il ladro di Bagdad” come mio film muto preferito. Gli do 8, ma poteva anche essere un 9.

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