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Recensione su Il mucchio selvaggio

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clap clap / 29 marzo 2013 in Il mucchio selvaggio

Il mucchio selvaggio.
Un film con i contro c***i.

Tornano i temi cari al vecchio Sam: il Messico, la violenza,i l ralenti formidabile, il ruolo della donna (e quello dei bambini) e l’amore”.
La pellicola si apre con una gruppo di soldati che si recano in una piccola cittadina.
Nei primi minuti del film vediamo una serie di bambini intenti a “giocare” a quello che sembra una lotta fra scorpioni e formiche. Stuzzicano entrambi gli animali e ridono, poi danno fuoco al tutto. Per Sam i bambini sono delle spugne, messi in un ambiente violento prendono tutte i difetti e i vizi di questo.
I bambini non sono bravi, buoni e gentili, anzi si divertono a vedere le sparatorie, possono essere usati come soldati.
Cambia inquadratura e compaiono i nostri protagonisti.
Quelli che sembrano uomini in divisa in realtà sono i componenti di una banda di criminali in uniforme e armati di pistole/fucili d’ordinanza.
Essi rapinano così la banca locale.
Sono mesi ormai che gira la voce di come un carico d’argento stia per arrivare alla banca della ferrovia. Perché non approfittarne ? Tutto ciò è un tranello ma nessuno nel gruppo ne è a conoscenza. Sin dai primi minuti compare in modo prepotente il “ralenti”, infatti nella sparatoria, la lunghissima e strabiliante sparatoria, fra la banda capeggiata da Pike Bishop (William Holden) e un gruppo di mercenari, esso fa il suo ingresso in pompa magna.

Cosa sappiamo ? Sappiamo che il capo dei mercenari a suo tempo faceva parte del mucchio; sappiamo che il tale è stato tradito dal modus operandi di Pike (se non erro)… in ogni caso il Mucchio si salva e raggiunge il Messico. Perché il Messico ? Sam è fissato con il Messico, sin dopo la guerra in Indocina (Peckinpah è stato marine) fu sempre legato a questa terra. Il Messico rappresenta ciò che gli USA non sono più, un paese di rifugio per rifugiati di tutti i tipi, dai criminali ai rivoluzionari per passare ai soldati o dei cowboy di frontiera. Il Messico come scarto dell’America, il Messico come terra da colonizzare. Il Messico come frontiera, come terra promessa, come nascondiglio. Credono di arrivarci ricchi sfondati ma quello che sembrava argento si scopre volgare acciaio.
E’ proprio qui che Angelo, uno dei membri del gruppo criminale, scopre come sua moglie, la dolce e casta (?) Teresa se ne sia andata, ubriaca d’amore e di vino, fra le mani del grezzo e terribile Mapache un generale che ha raggiunto questo grado tramite l’auto-proclamazione.Il ruolo della donna, Messicane per lo più.
Uno dei pochi (forse l’unico) ruoli femminili importanti lo riveste la moglie di Angelo ma verrà uccisa dallo stesso poiché non riesce a mandar giù l’amaro boccone.
Teresa a parte abbiamo ruoli di spicco per il gentil sesso, fra prostitute e donne soldato. Il mio è sarcasmo ma il vecchio Peckinpah per la scelta venne accusato (come in altri film) di misoginia/maschilismo.
E così mentre i nostri vengono inseguiti dai mercenari, si trovano in una Nazione in Rivoluzione, il Messico agitato che cerca armi e che le trova tramite la banda di Pike che viene incaricata dal generale panzone di rubare un poderoso carico di armi dell’esercito USA in cambio di diecimila dollari sonanti. Armi moderne, armi che i “bifolchi” made in Mexico non avevano mai viste (emblematica la scena della gatling).
Non vado avanti con la trama ma sappiate che le sparatorie non sono ancora finite.
Ve lo consiglio vivamente

Note del Don
Ricordate di non dare mai le spalle a una prostituta se siete in un western.

DonMax

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