Recensione su The We and the I

/ 20126.03 voti

25 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Era questo un nuovo film di Michell Gondry spacciato al Sottodiciotto, per cui c’era molta attesa. Frutto di una specie di laboratorio cinematografico del regista con dei ragazzi del Bronx, o qualcosa del genere, il film sale su di un autobus, un ultimo giorno di scuola qualunque, con dei ragazzi multi-etnici di New York, credo, e dintorni. E basta, lo spazio quello si limita quasi esclusivamente ad essere, e a riempirlo sono soprattutto tre bulletti del cazzo, di quelli che stanno sempre in ultima fila e fumano credendo che non se ne accorga nessuno, e se ne accorgono sempre tutti, perché i bulli son forzatamente stupidi, o costretti ad agire da stupidi per essere tali. Insomma, tutti litigano con tutti, ci sono i due gay, la cicciona nigga che sfotte il loser che la invita a uscire, ma lo fa solo perché sono davanti a tutti, poi appena scendono accetta, la driver ispanica e obesa, quello che sta in disparte e disegna e così via. Voto: no. No cazzo. Innanzitutto non vedo perché tutta questa gente debba andare a scuola in un posto che sta a quasi due ore di distanza da casa loro. Poi i tre bulli sono, praticamente da subito, da sodomizzare con un estintore. Li sodomizzi una volta e smettono, e non se ne parla più, e stiamo tutti più tranquilli. Poi no, non ci credo che gente che non si è mai parlata poi finisce a dirsi quelle cose lì, in quel modo lì, no. É un ritratto della gioventù americana (cicciona, quasi tutta)? Ma è inverosimile, non che possa essere meglio, semplicemente le dinamiche così sono inverosimili, troppo artefatte imitazioni, o troppo poco genuine, o dilla come ti pare. E poi sconforto per quanto sia brutta l’America, New york New York, ma che schifo, due ore di autobus che passa attraverso una periferia senza capo né coda, che schifo, non ci vorrei vivere mai. Probabilmente se fai vedere questo film a un messicano cambia idea pure lui. E infine Gondry, da cui è lecito sempre aspettarsi molto, ed è naturale aspettarsi un certo tipo di film,. Ecco, questo non è quel tipo di film, “à la Gondry”. Il problema però non è che sia un altro tipo di film. É che è brutto.

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