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Recensione su The Way Back

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Camminare, camminare, camminare. / 30 giugno 2014 in The Way Back

Al di là dei fatti tremendi raccontati, la pellicola in questione mi è parsa facilona, semplicistica e tendente all’idealizzazione.
Intrattenimento sufficiente, ben confezionato dal punto di vista estetico (bella fotografia), ma scarso sul piano delle caratterizzazioni e poco convincente nello sviluppo delle dinamiche: è probabile che, cinematograficamente parlando, sia ormai assuefatta ad una certo tipo di violenza e, in questo senso, sia diventata cinica, ma ho faticato molto a credere che, all’interno di un gruppo di disperati come quello rappresentato, non vi fossero praticamente tensioni di nessun genere, recriminazioni o giustificabili scoppi di vera ira. Se nella realtà i fatti si sono svolti davvero così, beh, la fortuna dei sopravvissuti, allora, è stata doppia.

Sturgess continuo a non sopportarlo granché, al contrario Ed Harris, qui, più o meno come al solito, mi è piaciuto, è una certezza. Farrell, doppiato come l’indiano Tonto (stessa voce italiana, quella di Fabio Boccanera, non è un caso che io faccia questo riferimento), parla come un selvaggio acculturato e si muove come un gangster: davvero poco credibile, in questo contesto.

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