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Recensione su The Village

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4 maggio 2015

Nel bel mezzo di una foresta vive una comunità di esuli dalla civiltà, dediti all’agricoltura, alla tranquillità, alle cose buone di una volta. Tutti sono educati e disponibili l’uno con l’altro, e tutti sono governati da una cerchia di saggi rispettati e giusti. Eppure questo villaggio è in guerra. Creature spaventose si nascondono fra i boschi, pronte a invadere il villaggio se solo i villici osano addentrarsi fra gli alberi. Ma la morte di un bambino, la presenza di un ritardato mentale (Adrien Brody), una educata testa calda (Joaquin Phoenix), e una coraggiosa ragazza cieca (Bryce Dallas Howard) scateneranno l’ira dei mostri.
Il genio di M. Night Shyamalan, a me che finora mi ero perso tutti i suoi primi film e pure avevo apprezzato gli ultimi, arriva come una clamorosa sorpresa. Prima Signs e adesso The Village (e mi manca ancora Il sesto senso, me misero!) mi mostrano uno Shyamalan perfettamente a suo agio con misteri terrificanti e soluzioni ingegnose, che siano fantasy o che siano realistici. E i primi a apprezzare l’ingegnosità delle sceneggiature shyamalane sono proprio i suoi attori, che trattano una potenziale cretinata horror come fosse un testo shakespeariano. Ma più degli altri film di Shyamalan questo può vantare un personaggio memorabile nella caratterizzazione, nei costumi e nell’interpretazione come quello di Ivy Walker, di un’innocenza e una bellezza tali da incutere soggezione, da dividere le acque del Mar Rosso, da mettere in ginocchio i re.

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