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I soliti sospetti

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Dopodichè, penso che non ne sentirete mai più parlare. / 9 Febbraio 2018 in I soliti sospetti

Geniale!
Ieri sera ho rivisto questo film. Ero stanco ma non sono riuscito a spegnere la TV fino a quando non è finito. Già sapevo tutto, visto a suo tempo al cinema e rivisto altre volte ma quando un film è bello non puoi far altro e godertelo.
“Era Keyser Soze, agente Kujan, cioè il diavolo in persona! Come si fa a sparare al diavolo… e se sbagli?”
Da non perdere…
Questa frase vale per tutte le situazioni. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire:
“Un uomo può convincere gli altri di essere cambiato, ma non riuscirà mai a convincere se stesso.”
Ad maiora!

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21 anni fa…il CULT! / 11 Ottobre 2016 in I soliti sospetti

Eccolo qui cari miei, un film che puó fare lezione di cinema a questi filmetti di oggi!
Un grande cast, bravissimi tutti, tra cui spiccano Kevin Spacey e Gabriel Byrne davvero da Oscar. Una storia forse come tante, un giallo curioso, personaggi curiosi… e Kaiser Soze, che tutti temono. Chi é? Cosa vuole? Dov’é?
Dopo 21 anni la sola cosa che lo invecchia é che in Italia non esiste ncora un bluray e la qualitá DVD ormai sembra come un film pirata.
Pochi film hanno osato fino a tanto. E ci ho visto il futuro, qui: il Tarantino di “Jackie Brown”, il colpo di scena come in “Slevin”, e anche la stessa malinconia di Kevin Spacey di “American Beauty”.
Citato in moltissimi film, premiato Spacey con l’Oscar e anche per la sceneggiatura, viene definito “il film con il finale migliore per un film”.
Se non l’avete ancora visto, vergognatevi! 🙂
8.

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Un grande Spacey per un buon film / 28 Marzo 2016 in I soliti sospetti

Un bel thriller, scritto bene, privo di momenti morti e che sa appassionare.
Ma la sua fama è forse superiore a quello che merita. Ormai è un “cult”, ma in realtà l’unico elemento che è davvero notevole, è l’interpretazione di Kevin Spacey, e il personaggio che è stato scritto per lui.

Gli (in)soliti capolavori / 18 Marzo 2016 in I soliti sospetti

Un grande thriller che ha tutto per essere un grande film ma che si ferma a pochi passi dall’essere un monumento di genere.
Il premio Oscar Christopher McQuarrie regala una sceneggiatura degna di nota che non stanca mai lo spettatore, avendo tutto ciò che bisogna avere per essere un thriller con gli attributi: trama, personaggi, fotografia.
Dal modo in cui è narrato Singer sembra prendere spunto da Nolan,ma in realtà quest’ultimo è ancora lontano dalla ribalta hollywoodiana,pertanto forse Nolan ha apprezzato,e non poco,Singer..
Un cast eccezionale permette di “succhiare” qualsiasi goccia di curiosità all’osservatore che,in un film-puzzle come questo,rimane “incollato” allo schermo.
Magistrale Kevin Spacey,vero protagonista del film,piacevoli tutti gli altri personaggi(in particolar modo Benicio Del Toro). Peccato per l’avvocatessa, davvero un personaggio mal riuscito e recitato peggio, nota stonante in qualsiasi scena ne richieda la presenza.
Ormai vero e proprio cult,”I Soliti Sospetti” va ad inserirsi in quella schiera di film che costituiscono la base per un genere,talvolta sterile e monotono,risorto dalle “ceneri”del passato grazie ad un’idea eccellente.

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Bel cinema, signori miei. / 22 Agosto 2014 in I soliti sospetti

Rivedo questo film dopo una quindicina d’anni dalla prima volta: la trama, nella mia testa, è nebulosissima, ma ricordo assai bene il finale.
Male.
Perché, durante tutto il film, sono proiettata a far mente locale sui dettagli che costituiscono uno dei più adrenalinici disvelamenti cinematografici della storia, perdendomi un po’ il gusto del racconto.

A parte ciò, questo lavoro di Singer è un vero e proprio meccanismo di precisione svizzera, asciutto, efficace, con begli echi di noir d’altri tempi, costretto in una sceneggiatura essenziale e decisamente calibrata, sorretta da buone interpretazioni su cui, gioco forza, spadroneggia quella di uno Spacey ambiguo come non mai.

Bel cinema, signori miei, bel cinema.

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22 Gennaio 2014 in I soliti sospetti

Singer e McQuarrie ci insegnano come si fa un Thriller.
Dal momento in cui ho premuto play al momento in cui l’ultimo titolo di coda è scorso sullo schermo, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un meccanismo perfetto, in cui tutto è funzionale allo scopo, non ci sono futilità né ruggine di nessun genere. Tutto sta al suo posto, e il risultato è eccezionale.
Pariamo dall’incipit.
I primi 10 minuti sono tutto un susseguirsi di scene preparatorie, che rendono difficile per lo spettatore avere una visione d’insieme, ma gli permettono di capire che il film fa sul serio. Non si tratta, infatti, della solita storiella di un gruppo di malviventi messi alle strette dalla polizia e alle prese con qualcosa di più grande di loro. No, c’è molto altro.
Messo a punto il contesto generale, la storia inizia ad entrare nel vivo, rendendoci protagonisti della ricerca di una verità che arriverà piano piano, come una presenza che ci segue in silenzio e che quando compare, dopo l’iniziale sorpresa, ci dà modo di pensare che era sempre stata lì, con noi, a portata di mano.
C’è una nave, un incendio, un probabile incontro tra bande di spacciatori,un gruppo di criminali professionisti braccati dalla polizia oramai per consuetudine, un poliziotto ossessionato dalla sua smania di punizione di un singolo individuo, un uomo che cerca di cambiare strada contro gli eventi che ce lo riportano di continuo, un’inquietante e aleggiante presenza. Insomma, di elementi ce ne sono tanti e sono tutti mescolati con sapienza, non casca niente dal piatto, c’entra tutto perfettamente.
Bisogna guardare le cose da una certa distanza per avere un quadro generale. Questo ci dice ad un certo punto il film, ma, e qui sta l’abilità dello sceneggiatore a mio parere, non ce ne dà la possibilità se non alla fine, poiché la trama procede ad incastro, con diversi livelli narrativi e diverse storie che finiscono con l’intrecciarsi. O meglio, la storia è una ed è coerente, ma per arrivare a comprenderne i molteplici risvolti, il film, invece di prendere un solo personaggio e farlo addentrare in diversi contesti con il rischio di rendere il tutto inverosimile e forzato, sceglie, a mio parere sapientemente, di mantenere distinti contesti, che poi finiranno tutti con l’incontrarsi, quasi fisicamente si potrebbe dire, per regalarci un finale davvero perfetto.
Da vedere assolutamente.
Kevin Spacey è la quintessenza degli interpreti dei film del genere, a mio parere.

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8.5 / 8 Dicembre 2013 in I soliti sospetti

Vogliamo fare una statua a Spacey, per favore?

24 Gennaio 2013 in I soliti sospetti

Mi aspettavo molto ,molto di più …

20 Agosto 2011 in I soliti sospetti

Un film che incolla alla sedia. Interpretazione magistrale di Kevin Spacey.

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