Recensione su The Uninvited

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11 Luglio 2013

Ennesima variante cinematografica sul cosiddetto dono del “sesto senso”(Shamalyan docet), una storia che proviene ancora una volta dalla cinematografia orientale(e che gli americani si sono ben visti di rovinare, come già accaduto in passato con “The Ring” e “The Grudge”), un film che, nonostante faccia buon uso di una splendida scenografia e di un’accurata fotografia, fatica non poco a spiccare il volo(e a far appassionare lo spettatore) a causa della pessima qualità recitativa degli attori e dell’inutile quanto fastidiosa colonna sonora.
Il finale(che ricorda molto quello di “Nascosto nel buio” di John Polson) viene svelato senza suscitare la benché minima emozione.
In sostanza un film simil-horror adatto solo a un pubblico di adolescenti.

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