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Recensione su L'insostenibile leggerezza dell'essere

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26 luglio 2011

Non ho letto il libro di Kundera (anche se mi accingerò a farlo, visto che me lo sono già fatto prestare) ma ho trovato molto interessante questo film. La storia del medico edonista e della sua torbida relazione con Sabina e Teresa (che poi diventerà sua moglie) è intrigante. Lo sfondo è quello degli eventi della primavera di Praga (tralatro il richiamo al contesto storico spezzerà il film in due grandi tronconi, rispettivamente pre e post) e il filo conduttore è sempre il rapporto tra Thomas (un inquieto e malizioso Daniel Day-Lewis) e Teresa (Juliette Binoche). Lui attratto dal sesso, lei profondamente innamorata. Lui la scopre un pò alla volta, lei vorrebbe essere forte e fredda come lui.
Nel mezzo il personaggio di Sabina (Lena Olin), l’unica che veramente capisce il medico e la sua incontrollabile ricerca della seduzione femminile, perchè lei stessa non riesce a creare un legame solido neanche quando ne ha l’opportunità.
Un trio equilibrato per descrivere le sottili dinamiche dell’amore in maniera sensuale ed elegante.
Sono ancora più curioso di leggere il libro…

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