Recensione su The Truman Show

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Capolavoro pazzesco / 28 Marzo 2017 in The Truman Show

Un film stupendo, intenso, triste, divertente e drammatico allo stesso tempo. Un film estremamente intelligente, praticamente quasi capace di predire il futuro (per fortuna non siamo ancora a questi livelli, ma per me prima o poi ci arriveremo) e capace, forse per la prima volta, di dimostrare che grande attore sia Jim Carrey, anche quando non deve fare i versi o dire scemenze. Anzi, direi che come attore serio è decisamente più sorprendente e forse anche capace. La trama penso sia ben nota a tutti: Truman Burbank vive tranquillamente la sua vita, inconsapevole che da anni viene visto in diretta da tutto il mondo e che ogni cosa della sua vita, lavoro, amicizie e parenti compresi, è una farsa. Truman capisce che qualcosa non va, che c’è sotto qualcosa di strano, ma il regista dello show più visto della terra (un altrettanto fenomenale Ed Harris) farà di tutto per impedirgli di giungere alla verità, fino allo stupendo finale. Che dire, è uno di quei film che si commentano da soli, semplicemente un’idea geniale, diretta in modo perfetto e recitata in modo divino. Credo che chiunque debba vedere questo film almeno una volta nella vita, fa decisamente riflettere. Un peccato che Jim non abbia ricevuto nomination agli Oscar (ma se parlo di quelli del ’99 mi incrudelisco, lasciamo stare): probabilmente tanta gente continua a vederlo come il “simpatico buffone” e non come il grande attore che è. Detto questo, voglio soffermarmi su un altro punto del film che mi ha colpito, ossia i nomi di persone e cose: dallo stesso Truman Burbank, al creatore Christof, alla città di nome Seahaven, c’è un perché a tutto, è proprio un film estremamente curato e coinvolge anche questo fatto: provate anche voi a trovare i vari legami tra nomi usati nel film e il perché sono stati scelti! Per quanto riguarda il cast, oltre ai due fenomeni che ho già menzionato, abbiamo tanti volti noti, in ruoli più o meno importanti: Laura Linney, Noah Emmerich, Paul Giamatti e PB Hall, tra gli altri. A questo punto non ho molto altro da aggiungere, se non che dobbiamo davvero battere le mani al regista Peter Weir, allo sceneggiatore Andrew Niccol, e, naturalmente, agli attori! Capolavoro!

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