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Recensione su Il ladro di Bagdad

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Happiness must be earned / 28 ottobre 2014 in Il ladro di Bagdad

Perla del genere fantastico e avventuroso, più propriamente lo swashbuckler – letteralmente “furfante” – che in Italia viene incluso nel pentolone del “cappa e spada”.
Protagonista assoluto l’istrionico “Re di Hollywood” Douglas Fairbanks, stella dalla fisicità esplosiva e dalla gestualità esasperata il cui tramonto coincise con l’avvento dei talkies (il protagonista di “The Artist” è a lui ispirato).
Spiccano in questa pellicola dalle fascinose nuance che ‘catalogano’ le sequenze (giallo seppia per il giorno e il deserto, rosa per certi interni, blu per la notte, verdastro per gli abissi) i costumi stravaganti e sfarzosi di Mitchell Leisen, così come le favolose scenografie di William Cameron Menzies, un trionfo di legno, tessuti, gesso e cartapesta tra architetture esotiche e sognanti, antri, giardini e profondità del mare.
E a questo proposito, nota di colore: la battaglia subacquea contro un improbabile ragno gigante degli abissi non potrà lasciarvi indifferenti.

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