Recensione su The Tender Bar - Il bar delle grandi speranze

/ 20216.517 voti

Storia di formazione male imbastita / 11 Gennaio 2022 in The Tender Bar - Il bar delle grandi speranze

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Storia di formazione davvero mal imbastita.
Non ho letto il libro da cui è stato tratto il nuovo film da regista di George Clooney, ma -di suo- il film soffre di tremendi buchi di sceneggiatura (l’adolescenza del protagonista non esiste, e va beh, mettiamo che sia una scelta), superficiale caratterizzazione dei personaggi (di alcuni, non ho neppure afferrato il nome: brutto segno) e scarsa consequenzialità (es. a che pro la sequenza dello zio Charlie in ospedale? A che pro la malattia della madre? A che pro il paio di dialoghi con il prete, che sembrano solo piccoli ma inconsistenti duelli di -come posso dire…- arguzia? Nessuno di questi elementi narrativi sembra scalfire la superficie delle cose).
A latere, la voce narrante è un surplus didascalico, a tratti fastidioso (non so se questa sensazione sia dipesa dall’enfasi impropria applicata, a più riprese, nella versione italiana, dall’altrove altrimenti bravo Stefano Benassi).

Dulcis in fundo (in negativo), l’assoluta mancanza di somiglianza fra Daniel Ranieri (JR piccolo) e Tye Sheridan (JR ventenne)… Com’è possibile che, da nero di capelli e di occhi, JR diventi biondo (ancora ancora, metti che schiarisce, hai visto mai) e con gli occhi azzurri (questo si che è difficile da spiegare)?

Assegno 5 stelline solo perché costumi, scenografia, fotografia e colonna sonora sono molto buoni e, dopotutto, anche la regia è molto dignitosa (ma Clooney aveva già dimostrato in precedenza di saper gestire bene la macchina da presa).
Per il resto, delusione.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext