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Una storia vera

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Una storia vera
Una storia vera

Alvin Straight è un anziano contadino che vive a Laurens, nell'Iowa; non ha rapporti con il fratello da molti anni ma, quando viene a sapere che quest'ultimo ha avuto un brutto infarto, decide di partire per andarlo a trovare nel Wisconsin, nonostante gli acciacchi dei suoi 73 anni e nonostante non abbia la patente: uomo pratico e testardo, affiderà le sorti del suo viaggio ad un trattorino tosaerba attrezzato con un rimorchio. Basato su una storia vera.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Straight Story
Attori principali: Richard FarnsworthSissy SpacekJane Galloway HeitzJoseph A. CarpenterDonald WiegertTracey Maloney, Dan Flannery, Ed Grennan, Jack Walsh, Gil Pearson, Barbara June Patterson, Everett McGill, James Cada, Sally Wingert, Barbara Kingsley, Jim Haun, Kevin Farley, John Farley, Leroy Swadley, Ralph Feldhacker, Harry Dean Stanton, Anastasia Webb, John Lordan, Matt Guidry, Wiley Harker
Regia: David Lynch
Sceneggiatura/Autore: John Roach, Mary Sweeney
Colonna sonora: Angelo Badalamenti
Fotografia: Freddie Francis
Costumi: Patricia Norris
Produttore: Pierre Edelman, Neal Edelstein, Michael Polaire, Mary Sweeney
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Azione
Genere:
Durata: 112 minuti

La mano di Lynch / 24 Luglio 2017 in Una storia vera

Vedere Lynch associato alla Disney fa davvero uno strano effetto. Però, fa anche piacere apprezzare l’estro onirico del regista mitigato in questa maniera: Una storia vera sarà anche un racconto lineare, privo di particolari artifici narrativi ed estetici, eppure la mano di Lynch resta ben visibile nella rappresentazione amorevole del “diverso”, di una società pregna di piccoli e fondamentali segreti, di un’America fanta-rurale che fa a ca**otti con le highways.
Richard Farnsworth spacca il cuore e lo riduce in coriandoli, come il commento musicale di Badalamenti.

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Sette e mezzo. / 5 Giugno 2013 in Una storia vera

Una storia vera.

La pellicola, diretta da David Lynch è un commovente e donchisciottesco road movie che vede come protagonista un settantatreenne chiamato Alvin, ex veterano della II guerra mondiale, orgoglioso ed umilissimo paesanotto il quale trascorre i restanti giorni della sua vita in modo pacifico.
Pur avendo i suoi fantasmi che tornano di tanto in tanto nella sua esistenza, cerca in tutti i modi di viverla come viene (citando il cowboy de “Il Grande Lebowski”). Vive con una figlia con dei problemi, scossa dalla sottrazione dei figli da parte dei servizi sociali, ha i suoi acciacchi, l’età comincia a farsi sentire e soprattutto sono anni che non parla con il fratello. Il film è tratto da una storia vera, il nostro portagonista, venuto a sapere dell’infarto del fratello, coglie l’occasione per sotterrare l’ascia di guerra, perdonare e riconciliarsi.
Un fratello è sempre un fratello.
Purtroppo non ha la patente, la figlia non può guidare e gli amici che ha son tutti vecchi quindi dargli una mano neanche a parlarne.
Allora ? Allora niente, armato del suo trattorino e di santa pazienza parte verso l’ignoto o meglio verso il Wisconsin… Wisconsin che nome cazzuto.
Il primo trattorino lo abbandona, opta allora di comprare un John Deere (trattore niente male secondo mio fratello, oh fa l’agrario se non lo sa lui), i trattori non sono bolidi aggiungiamoci che il viaggio non è facile, percorrerà centinaia di chilometri e incontrerà tante persone.
Tutto questo per incontrarsi con un fratello di 76 anni, per giungere a una riconciliazione, per far capire che se una persona è importante la si riprende a costo di mettersi in gioco o in dubbio.
Tra le altre cose non si ricorda neppure perché ha litigato con il fratello, succede quando passano tanti anni o quando ti sei fatto un bicchiere di troppo.
Un film piacevolissimo, a tratti divertente a tratti triste e riflessivo.
L’unica caratteristica “Lynchiana” di un film che di Lynchiano ha molto poco (forse è per questo che mi è piaciuto molto) è la presenza di una coppia di meccanici rimbambiti che si fanno soggiogare dal vecchietto quando chiedono una cifra esorbitante per riaggiustare il trattore.
Un film semplice, dove contano molto le emozioni provate dal protagonista, per non parlare del gioco di sguardi quando ricorda il passato, un passato triste, duro, tremendo non solo nelle trincee ma anche durante gli anni seguenti il ritorno in Patria .

DonMax

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Un fratello è un fratello / 30 Gennaio 2013 in Una storia vera

Solo vedere gli occhi di Alvin Straight, 73enne che decide di andare a trovare il fratello a oltre 300 miglia di distanza con un tosaerba, e la sua espressività appagano lo spettatore.
Commovente, romantico e sentimentale.
Un gran bel film.
Molto lento per far vivere le sensazioni del protagonista e della sua realtà.
Non perdetelo.
Dimenticavo: è una storia vera… INCREDIBILE…
“Quando i miei figli erano piccoli facevo un gioco con loro: gli davo un bastoncino, uno ciascuno, e gli chiedevo di spezzarlo. Non era certo un’impresa difficile. Poi gli dicevo di legarli in un mazzetto e di cercare di romperlo ma non ci riuscivano. Allora io gli dicevo:
Vedete quel mazzetto, quella è la famiglia…”
Grazie Lynch…
Ad maiora!

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13 Gennaio 2013 in Una storia vera

Lynch rinuncia alle visioni oniriche, pur mantenendo la sua impronta personale, per un road-movie formativo attravverso il colorato midwest. Una storia ‘reale’, ricca di riflessioni e sentimenti.

15 Ottobre 2012 in Una storia vera

Storia della fedeltà, delle speranze e della testardaggine di un uomo.
No, non è un film che prevede un pressante studio di un unico personaggio ma questo accade lentamente, attraverso il lungo viaggio intrapreso da Alvin.
Le motivazioni che spingono questo anziano signore a partire per il Wisconsin (con il solo ausilio di un tagliaerba) sono molto profonde e guai a non far caso alla sua pazienza, alla tranquillità che riesce ad infondere (questo anche grazie alla bravura del regista).
Il mio voto è evidentemente fuori dal coro perchè, purtroppo, oltre alla stranezza (in senso positivo) della vicenda ed ai fugaci attimi di intensa pace incontrati grazie a fotografie di “vita rurale”; non ho trovato molto altro a colpirmi.
Il protagonista è senza dubbio caratterizzato molto bene.
Rivolto al futuro a livello di ambizioni ma profondamente legato al passato.
Ps: anche in questo caso avrei preferito il titolo in lingua originale.

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