Recensione su The Store - Grandi Magazzini

/ 19837.33 voti

Divertimento targato anni ‘80 / 16 giugno 2014 in The Store - Grandi Magazzini

Forse non è proprio la cosa più consueta definire un documentario “divertente”, ma questo lo è stato decisamente, almeno per me. Non so quanto Frederick Wiseman intendesse davvero renderlo tale ( sospetto intimamente che rientrasse almeno parzialmente nelle intenzioni del regista) certo è che osservata al di fuori del suo tempo, attraverso gli occhi dell’odierno spettatore, la pacchianeria targata eighties non può far altro che aumentare la dose di ilarità.
E pensare che si sorride di fronte stralci di vita reale! perché non siamo dinanzi ad una commedia, o forse si, boh, non lo so più…

Immancabile carrellata di acconciature cotonate, orribili palandrane con tinte da incubo, (ahimè) pellicce blasfeme e siparietti vari all’insegna dell’opulenza, del finto orgoglio e di un patinato narcisismo.
Fra i momenti più divertenti ( e tristi al contempo) la commessa che tentava di vendere un profumo ad una cliente ribadendo quanto la fragranza si confacesse ad una donna bruna , mentre sarebbe risultata ovviamente troppo energica e strutturata per adattarsi ad una bionda…[…]… sì, vi assicuro che stava parlando seriamente… le strategie di vendita consentiranno questo ed altro, ma permettetemi almeno di riderci su.

Significativamente mute le scene che ritraggono i lavoratori, quelli dei reparti “bassi”. Essi non hanno bisogno di parole bastando l’infinita dignità dei loro gesti a connotarli, in netta contrapposizione con la verbosità dei manager e dei commessi , sempre pronti a spendere una parola amichevole ( e talvolta vagamente adulatoria) per il proprio cliente.
t
Un’analisi più approfondita meriterebbe una seconda visione, che non mi dispiacerebbe affatto avendo trovato questo film documentario un’opera intelligentemente costruita, come pure una riuscita allegoria del consumismo/ capitalismo americano; il che che mi stimola ad allargare la mia conoscenza anche alle altre opere del regista, a quanto leggo delle vere e proprie indagini sui plurimi aspetti della società americana, tutte improntate sul ricorso al medesimo stile diretto.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext