Recensione su Kingsman: Secret Service

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Ironicamente spietato / 12 settembre 2015 in Kingsman: Secret Service

In perfetto stile Vaughn-Millar, seppur meno violento del comunque edulcorato Kick-Ass: basti pensare al fatto che, nonostante vi siano squartamenti ed esplosioni di interiora, non si veda mai più di un abbozzo di sangue. Il che la dice lunga sul tono oserei dire scanzonato del racconto.

Improbabile come è giusto che sia, ironico a sufficienza, pecca in alcuni stereotipi (il “poveraccio” è il personaggio più intelligente, empatico e generoso della situazione), ma si lascia guardare.

Divertenti e surreali tutti i combattimenti, quasi dei balletti (dettaglio, questo, che mi ha ricordato quelli ben più artefatti ma meno adrenalinici di Rumble Fish di Coppola): gaudioso il reiterato dettaglio della pinta di birra scagliata con l’ausilio del manico dell’ombrello.

E, soprattutto, divertente anche Colin Firth nel ruolo dell’elegante ma comunque spietato agente segreto.
Nota: buffo il doppiaggio di Samuel L. Jackson ad opera di Luca Ward che fa parlare l’attore come una specie di Duffy Duck. Mi sono domandata quale sia il difetto di pronuncia originale del personaggio: devo procurarmi qualche sequenza del film in lingua originale…

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 12 settembre 2015

    Ti dirò, ho cominciato a guardarlo quest’estate, e dopo mezz’ora ho chiuso. Mah, non mi piace sto genere spy demenziale 2.0, erano meglio le cavolate anni 80/90 stile ‘Top Secret’

    • Stefania / 12 settembre 2015

      @paolodelventosoest: il filone Millariano, di fondo, non mi dispiace: l’impronta fumettistica si sente e la prendo come viene, diciamo. Ho apprezzato molto Wanted, forse ancor più che Kick Ass. Questo … stat in media res, toh.

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